Commissione di palazzo Cesaroni approva nuova legge sull’edilizia residenziale: insorge l’opposizione

La Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Luca Simonetti, ha approvato con cinque voti favorevoli della maggioranza e due contrari dell’opposizione, le “Modifiche alle norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale (legge regionale n.23/2003)”, disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale. L’atto, emendato durante i lavori di Commissione andrà ora in Aula ed avrà come relatore di maggioranza Fabrizio Ricci (Avs) e come relatore di minoranza Matteo Giambartolomei (Fdi). Sull’atto c’è la netta contrarietà del consigliere Nilo Arcudi che manifesta “forte preoccupazione” per le modifiche decise dalla maggioranza di centrosinistra. “La proposta di modifica della legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica – dichiara Arcudi – rappresenta un potenziale danno per le politiche abitative dell’Umbria. L’intenzione di cancellare i criteri di storicità della residenza e i requisiti morali segnerebbe un grave passo indietro, penalizzando i cittadini onesti e radicati sul territorio”. Per l’opposizione “l’ipotesi di eliminare il vincolo della residenza stabile da almeno cinque anni per l’accesso alle case popolari rischia di stravolgere l’equità sociale delle graduatorie. Se questa modifica venisse approvata, verrebbe meno la priorità per chi vive e lavora in regione da tempo: famiglie umbre, giovani coppie e anziani si troverebbero scavalcati da chi è appena arrivato e non ha alcun legame consolidato per la comunità locale. Ancora più allarmante è la volontà di rimuovere il requisito dell’assenza di condanne penali per l’assegnazione degli alloggi. Questa proposta lancia un messaggio sbagliato. Cancellare questo filtro non favorisce l’integrazione , ma espone i quartieri residenziali pubblici al rischio di minore sicurezza e degrado, a discapito della tranquillità delle famiglie assegnatarie”.