Comunità Riformista dell’Umbria riunisce gli amministratori: 72 eletti nella Consulta Regionale
A dominare sono i riformisti convintamente popolari, che hanno da tempo imboccato una strada autonoma dove non emergono i simboli dei partiti. Unire culture politiche diverse, tenere insieme il riformismo e l’associazionismo civico, costruire un laboratorio umbro, far crescere esperienze ed energie nuove. Con la nascita della Consulta regionale degli amministratori locali, Comunità Riformista entra nella fase operativa del proprio radicamento territoriale, con una rappresentanza già presente nella maggior parte dei consiglieri comunali dell’Umbria. Nelle prossime settimane prenderà forma una rete stabile e coordinata su scala regionale. Parallelamente al lavoro organizzativo, Comunità Riformista dell’Umbria si dedicherà alla costruzione del proprio progetto politico e alla stesura di un vero e proprio programma per il futuro della regione. Un progetto nato dal basso per dare voce a chi oggi non si sente rappresentato e crede ancora che la politica possa essere uno strumento di unità e speranza. Sono ben 72 gli amministratori comunali dell’Umbria che hanno aderito a Comunità Riformista, 42 in provincia di Perugia e 30 in quella di Terni. Settantadue amministratori che compongono la prima Consulta regionale dei riformisti umbri: sindaci, assessori e consiglieri comunali. Amministratori che accompagneranno i vertici di Comunità Riformista e i diversi gruppi di lavoro che si sono insediati negli ultimi mesi. Un progetto aperto che punta a costruire una rete capillare fatta di comitati, gruppi consiliari, ascolto e protagonismo civico. Una comunità politica capace di unire culture e persone, allargare il perimetro del centrosinistra, portando energie nuove, partecipazione reale e un metodo aperto. Non una stampella di qualcuno ma un soggetto capace di tenere insieme, in una sintesi alta, le culture socialiste, cattolico-democratica, liberale, riformista e civica. In poche parole, rimettere in campo un progetto culturale capace di parlare a tutti, che torni a coinvolgere energie civiche, mondi sociali e cittadini oggi lontani dalla politica.

