“Il carcere di Terni come l’epicentro di una guerra”: la denuncia del Garante Caforio. In Umbria i detenuti più “complicati”

Le devastazioni provocate da alcuni detenuti nell’area media sicurezza del carcere di Terni sono “scene  mai viste in cinque anni” da Giuseppe Caforio, garante della Regione Umbria per le persone sottoposte a restrizioni della liberà personale. “Sono state divelte sbarre di ferro pieno, è stato distrutto tutto ciò che si poteva distruggere. Sembrava veramente di trovarsi nell’epicentro di una guerra dove c’era stato un bombardamento” ha descritto all’Ansa dopo essersi recato nella struttura. “Non si può continuare così” ha sottolineato Caforio. “La situazione è difficile e sta implodendo, degrada ogni giorno di più” ha detto ancora il Garante. “Ci siamo totalmente dimenticati – ha aggiunto – della funzione primaria del sistema carcerario, cioè quella riabilitativa perché credo che ogni giorno si violino i diritti fondamentali delle persone. Caforio ha comunque sottolineato che “i fatti di violenza non hanno giustificazioni e vanno repressi”. Per il Garante della Regione Umbria la situazione contingente “che vede un sovraffollamento spropositato rende percepibile anche le difficoltà della polizia penitenziaria fortemente ridotta d’organico e che si vede costretta a svolgere ruoli che non sono i loro, fanno gli psicologi e gli assistenti morali, cercano di tenere sotto controllo una situazione oggettivamente complicata”. Ma non c’è solo un problema di quantità nel sovraffollamento delle carceri umbre perché ricevono “quelli più complicati del centro Italia e non solo. Ora stanno arrivando detenuti anche dal Sud soprattutto nella media sicurezza dove si registrano le situazioni più esasperate ed esasperanti. Questo rende ancora più difficile la possibilità di una gestione ordinaria. Se non si ha una inversione di marcia temo che la situazione degeneri ulteriormente”.