Intervento di rimozione e reimpianto della valvola aortica a paziente 80enne: eseguito con successo all’ospedale di Perugia
E’ stato eseguito con successo un complesso intervento di rimozione e reimpianto della valvola aortica presso l’azienda ospedaliera di Perugia. L’equipe multidisciplinare di cardiologia, cardiochirurgia e cardioanestesia ha portato a termine un complicato intervento ibrido su un paziente di 80 anni, consistente nella parziale rimozione chirurgica dei lembi valvolari di una protesi aortica, precedentemente impiantata, e nel contestuale reimpianto di una nuova valvola. “La procedura Tavi (Impianto Transcatetere di Valvola Aortica) – spiega il dottor Maurizio Del Pinto, direttore facente funzioni di cardiologia dell’ospedale di Perugia – è solitamente una tecnica mininvasiva destinata a pazienti fragili. Tuttavia, in rari casi di malfunzionamento, infezione o degenerazione della protesi, si rende necessario un intervento di espianto chirurgico considerato una delle sfide più delicate in ambito cardiologico e cardiochirurgico a causa delle aderenze della valvola ai tessuti cardiaci o, come in questo caso, nella impossibilità di reimpiantare una nuova valvola all’interno causa il rischio di occludere i vasi coronarici”. L’operazione, durata circa due ore, ha unito tecniche chirurgiche tradizionali e tecnologie moderne: attraverso una piccola incisione nel torace i cardiochirurghi hanno operato utilizzando la circolazione extracorporea per rimuovere in sicurezza la vecchia valvola ormai deteriorata senza danneggiare le strutture vicine e, dopo aver pulito l’area, hanno impiantato una nuova valvola Tavi sotto visione diretta, così da poterla posizionare con grande precisione, maggiore rispetto a quella ottenibile con la sola guida radiologica. “Non ci siamo limitati a sostituire la valvola, ma abbiamo riparato un sistema complesso adattando la tecnologia transcatetere alle necessità della cardiochirurgia a torace aperto, offrendo al paziente una seconda possibilità con rischi ridotti, a fronte dell’impossibilità o del grave rischio di un intervento tradizionale” affermano i dottori Marcello Bergonzini, direttore di cardiochirurgia, e Rocco Sclafani, responsabile della sezione emodinamica di cardiologia, che hanno eseguito il complesso intervento. La cardioanestesista, Cristina Todisco, responsabile della terapia intensiva cardio-toraco vascolare, che con la sua equipe ha seguito il paziente durante l’intervento e nel delicato periodo post-operatorio ribadisce: “Questo tipo di procedure richiede alta professionalità, un lavoro di squadra estremamente coordinato e complesso”. Per il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ” questo intervento rappresenta un esempio di altissima competenza clinica e di eccellenza nella cardiologia interventistica e cardiochirurgia moderna. Complimenti a tutta la squadra ‘heart team’ per l’impegno, la competenza e la straordinaria qualità del lavoro svolto”. La paziente dopo alcuni giorni di degenza è stata dimessa in buone condizioni di salute e affidata alle cure riabilitative presso la Usl territoriale di competenza.

