Ernesto Maria Ruffini a Perugia, affollatissimo incontro: cambiare la politica, coltivare la speranza
Nel suo giro d’Italia Ernesto Maria Ruffini, dimessosi dall’essere responsabile dell’Agenzia delle Entrate per promuovere una nuova partecipazione politica, ha fatto tappa in Umbria con un’affollata assemblea tenutasi al Park Hotel di Ponte San Giovanni a Perugia. Introdotto dall’ex consigliere regionale Eros Brega e preceduto dal saluto della Presidente della Regione Stefania Proietti e di amministratori come il presidente dell’Anci Federico Gori, il sindaco di Castiglion del Lago Matteo Burico, la sindaca di Vallo di Nera Agnese Benedetti e dalla richiesta di risposte e chiarimenti di alcuni presenti, Ruffini ha chiarito le ragioni per le quali ha dato il titolo al suo intervento ” Cambiare la politica, costruire la speranza.” In Italia, ma anche soprattutto in Europa, c’è bisogno di riscoprire la politica come soluzione ai problemi mentre viene invece percepita spesso come il problema vista la grande astensione degli elettori dalle urne. Occorre ripartire dall’ascolto della gente, partire dai bisogni e dare risposte adeguate facendo opera di verità. E’ dalla Costituzione, dai suoi valori da cui ripartire, perché nella carta costituzionale ci sono i fondamenti della nostra democrazia, ripartendo dal noi e non dall’ io. Ora si fa politica – aggiunge Ruffini – per essere il numero uno ed invece bisogna essere i numeri due, perché è solo insieme, con l’altro, con il nostro vicino, che si può uscire dal contingente e declinare i valori della democrazia in modo attuale, sgombrando anche tutte le false verità che circolano ed annebbiano le persone. Non è verità, ha sottolineato ancora Ruffini, dire che è stato Zelensky a promuovere la guerra in Ucraina e non si può nascondere la reale situazione del paese, che con la decrescita della produzione industriale, l’impoverimento dei salari e l’aumento dei poveri giunti ora a sei milioni, non si può costruire un futuro , che dia speranza a tutti. Per battere la destra c’è bisogno di tutti per costruire un progetto comune, mentre ora l’area del centrosinistra è frammentata e con le sue divisioni non può apparire credibile come alternativa. Per ridare forza alla politica e per costruire una credibile alternativa c’è bisogno di tutti. Con l’iniziativa umbra, come nelle altre regioni del paese, – ha chiarito Ruffini – non si vuole costruire un partito o una corrente all’interno di un partito, ma dare uno spazio a tutti quelli che hanno bisogno di confrontarsi e discutere. Non riguarda solo i cattolici, ma tutte le aree culturali del paese che si riconoscono nella Costituzione. Per questo Ruffini non vuole che si veda in questa iniziativa la volontà di dare vita ad un ennesimo partito ma quella di costruire uno spazio di confronto e di discussione, perché solo insieme si può uscire dal guado in cui si trova oggi la democrazia e per dare voce e speranza anche a quella metà degli elettori che non vanno più a votare.

