Perugia, gli eventi che fanno vivere la città: l’analisi di Confcommercio

Che cosa rende davvero attrattiva una città: il successo dei singoli eventi o la capacità di costruire una programmazione continua? L’analisi dei flussi urbani realizzata da Confcommercio Perugia e comprensorio attraverso la piattaforma CiTIES Mobility Analytics offre una risposta interessante. La forza dell’estate perugina non risiede soltanto nei grandi appuntamenti, ma nella loro capacità di susseguirsi nel tempo, mantenendo vivo il centro storico e creando opportunità per il commercio, il turismo e i servizi.

È quanto emerge dallo studio elaborato da Confcommercio Perugia, che ha analizzato i flussi registrati durante L’Umbria Che Spacca e Umbria Jazz, mettendone in luce il ruolo complementare nella costruzione di un periodo prolungato di attrattività urbana. Una lettura che ha trovato una prima conferma anche nei dati del Pop Music Festival, il nuovo appuntamento promosso da Confcommercio Perugia e Confcommercio Umbria per prolungare la stagione degli eventi e mantenere alta la vitalità del centro storico.

“I dati ci dicono una cosa molto chiara: oggi non basta organizzare grandi eventi, occorre costruire una programmazione capace di accompagnare la città nel tempo.

Come Confcommercio crediamo che le scelte sul centro storico debbano poggiare sempre più su analisi oggettive e non soltanto su percezioni. Per questo abbiamo investito nella piattaforma CiTIES Mobility Analytics: conoscere come si muovono le persone, da dove arrivano e quanto tempo restano significa disporre di uno strumento concreto per progettare politiche urbane più efficaci, a beneficio delle imprese, dei cittadini e dell’intera comunità. È in questa visione che si inserisce anche il Pop Music Festival, nato per contribuire ad allungare la stagione degli eventi e rafforzare l’attrattività del centro storico”, dichiara Michele Biselli, presidente di Confcommercio Perugia e comprensorio.

L’analisi di Confcommercio prende in esame il periodo compreso tra il 24 giugno e il 12 luglio 2026, caratterizzato dalla successione di L’Umbria Che Spacca e Umbria Jazz, con l’obiettivo di misurare il contributo dei due eventi alla capacità attrattiva del centro cittadino, attraverso la lettura dei volumi di visita, della provenienza dei pubblici, della permanenza, della frequenza e del potenziale commerciale.

I numeri descrivono con chiarezza il ruolo complementare delle due manifestazioni.

L’Umbria Che Spacca ha generato 111.600 visitatori unici in cinque giorni, svolgendo una funzione di attivazione anticipata della città e coinvolgendo soprattutto il pubblico di prossimità.

Umbria Jazz ha invece registrato 221.410 visitatori unici in dieci giorni, ampliando sensibilmente il raggio di attrazione di Perugia grazie a una presenza molto più consistente di visitatori nazionali e internazionali.

Complessivamente, nei diciannove giorni analizzati, il centro storico ha totalizzato 284.400 visitatori unici, con una media di accessi al centro storico a testa di 5,75 nell’intero periodo.

L’elemento più interessante, sottolinea Confcommercio Perugia, non riguarda però soltanto i volumi. I dati mostrano infatti che tra la conclusione di L’Umbria Che Spacca e l’inizio di Umbria Jazz il centro storico non registra una brusca contrazione della frequentazione, ma mantiene un andamento dinamico che accompagna il passaggio tra i due eventi. È la dimostrazione che una programmazione costruita in modo coordinato è in grado di sostenere nel tempo la vitalità urbana, evitando che l’attrattività si esaurisca con il singolo appuntamento.

Anche sotto il profilo economico emergono indicazioni significative. Nel periodo analizzato le classi di capacità di spesa medio alta e alta rappresentano il 74,42% dei visitatori, mentre visitatori nazionali e stranieri raggiungono insieme i 112.138 visitatori, confermando il potenziale della programmazione culturale per il commercio, il turismo, la ristorazione e l’intero sistema dei servizi.

L’analisi si è concentrata anche sul neonato Pop Music Festival, voluto proprio da Confcommercio Perugia e Confcommercio Umbria, organizzato da Epta Eventi con il contributo del Comune di Perugia, della Camera di Commercio dell’Umbria e del Consorzio Perugia in Centro, con l’obiettivo di mantenere viva l’attrattività del centro storico anche dopo la conclusione dei grandi festival estivi.

I primi dati della manifestazione, che si è svolta dal 21 al 23 luglio, rappresentano un riscontro incoraggiante. Nei tre giorni del festival il centro storico ha registrato, nelle sole ore serali dalle 18:00 alle 24:00 oltre 34 mila visitatori unici, confermando la capacità del nuovo evento di richiamare pubblico e di contribuire alla continuità della frequentazione urbana.

Sommando i periodi analizzati nelle tre manifestazioni, si arriva così a oltre 318 mila visitatori distribuite in 22 giornate di eventi nell’arco di circa un mese, un dato che rafforza ulteriormente la riflessione sull’importanza di una programmazione estiva ampia, coordinata e distribuita nel tempo.

“Il valore di queste analisi”, conclude Biselli, “va oltre il dato statistico. Significa offrire alla città uno strumento di lettura utile a programmare il futuro, misurare gli effetti delle iniziative e costruire politiche sempre più efficaci per il centro storico. Per Confcommercio questo è il modo più concreto di contribuire allo sviluppo di Perugia: affiancare alle idee la capacità di misurarne i risultati”.