Sempre più cultura in Umbria, la Regione investe 1,5 milioni di euro su musei, biblioteche e archivi

Più risorse, una programmazione triennale e un forte investimento sulla capacità di musei, biblioteche e archivi di lavorare insieme e di rafforzare il proprio rapporto con le comunità. E’ l’impostazione del nuovo bando “Istituti e luoghi della cultura 2026-2028” della Regione Umbria che mette a disposizione complessivamente 1 milione e 485mila euro nel triennio per sostenere progetti di valorizzazione, accessibilità, fruizione e innovazione degli istituti di cultura umbri. L’avviso supera la logica della progettazione anno per anno e permette a musei, biblioteche e archivi di costruire programmi triennali, garantendo maggiore stabilità, continuità delle attività e capacità di pianificare investimenti, servizi e collaborazioni nel medio periodo. Una scelta accompagnata da “un deciso rafforzamento delle risorse”: per i musei si passa dai 227mila euro assegnati nel 2025 ai 330mila euro annui dal 2026, con un incremento di circa il 45 per cento e una dotazione complessiva di 990mila euro nel triennio. Per le biblioteche, dai 93.940 euro del 2025 si sale a 135mila euro annui, pari a un aumento del 43,7%, per complessivi 405 mila euro nel triennio. A questi si aggiunge quella che è definita una novità assoluta: una linea dedicata agli archivi storici, finora privi di una specifica dotazione, con 30mila euro l’anno e 90mila euro nel triennio. “Grazie al nuovo testo unico della Cultura e dell’impresa creativa non stiamo semplicemente aumentando le risorse – sottolinea il vicepresidente e assessore alla cultura Tommaso Bori – ma provando a cambiare modo in cui la Regione sostiene i propri istituti culturali. La programmazione triennale consente di uscire dalla precarietà dei finanziamenti annuali e di costruire progetti più solidi, servizi continuativi e relazioni durature con i territori”. Centrale è anche la valorizzazione delle reti: l’avviso, infatti, incentiva musei, biblioteche e archivi a costruire progettualità comuni, condividere servizi e competenze e sviluppare sistemi territoriali capaci di superare la frammentazione. “Una scelta – ha spiegato Bori – che riconosce nella cooperazione tra istituti uno degli strumenti principali per accrescere qualità, sostenibilità e capacità di raggiungere nuovi pubblici”. I progetti potranno comprendere didattica e mediazione culturale, attività per scuole, famiglie e persone fragili, accessibilità fisica, cognitiva, sensoriale e digitale, nuovi strumenti di fruizione, podcast, realtà aumentata e virtuale, catalogazione e valorizzazione del patrimonio, ampliamento dei servizi, monitoraggio e ascolto dei pubblici. Le domande potranno essere presentate entro 30 giorni successivi alla pubblicazione sul Bur. Restano inoltre aperti i bandi “Umbria in Scena” e “Imprese Culturali e Creative, che completano il quadro degli strumenti messi in campo dalla Regione Umbria per sostenere il sistema culturale regionale, rafforzarne la progettualità e accompagnarne lo sviluppo.