Spoleto si ribella e grida: “Tesei non giocare sull’ospedale”. Ostetricia verso la chiusura, le promesse non mantenute della governatrice

“Il modo migliore e più semplice per ridurre ai minimi termini un ospedale, finalità che la Regione e dunque la Asl sembrano aver adottato per Spoleto, è quello di privarlo del suo Punto nascita. E’ accaduto con Assisi, Narni, Pantalla e con Castiglione del Lago e ora sta accadendo addirittura con Spoleto, una delle città più importanti dell’Umbria, ingresso e sbocco della Valnerina, l’area orogeograficamente più disagiata”. Sono le parole di Enzo Ercolani, presidente dell’Associazione San Matteo ed ex primario dell’anestesia dell’ospedale. Un professionista molto stimato non solo in città ma da tutti i colleghi della Regione, da tempo impegnato a difendere l’ospedale San Matteo degli Infermi dalle decisioni assunte dalla giunta Tesei.  Da tempo a Spoleto non esiste più il Punto nascita, le donne della città sono costrette a dare alla luce i propri figli in altri nosocomi della Regione. Eppure Spoleto è una delle cinque più grandi città dell’Umbria, con quasi 40 mila abitanti, ai quali si aggiungono i residenti della Valnerina e di altri comuni del territorio (Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi). Eppure, almeno sulla carta, è uno dei sette ospedali umbri della rete dell’emergenza-urgenza della Regione. Ora dovrebbe arrivare anche l’ufficialità: dal 1 settembre chiuderà definitivamente il reparto di Ostetricia e ginecologia, quindi anche il Punto nascita. Con la soppressione del reparto termina così il tormentone iniziato con la decisione della giunta Tesei di trasformare il San Matteo degli Infermi in ospedale Covid. Da allora solo promesse non mantenute, impegni non rispettati e parole inutili. A luglio di due anni fa, durante una visita all’ospedale di Spoleto, la governatrice Tesei aveva assicurato il personale sanitario del nosocomio: ” L’ospedale San Matteo è una struttura che abbiamo sempre ritenuto strategica nella politica sanitaria della nostra regione”. Poi ancora: “Con Foligno sarà il terzo polo sanitario regionale” oppure (gennaio 2023, consiglio comunale aperto) “L’ospedale di Spoleto tornerà come prima  e meglio di prima”.  Ancora: “Alla fine dell’emergenza Covid, che ci si augura avvenga prima possibile, tutto tornerà alla normalità, anche con maggiore efficienza. I cittadini di Spoleto possono stare tranquilli perché nessuno ha inteso penalizzare la città né ora né in futuro” ( 26 ottobre 2020). Ad Ercolani non va giù nemmeno l’eccesiva prudenza del sindaco Sisti, visto che “il suo rappresentante all’interno dell’ospedale, dottor Marco Trippetti, ne sarebbe stato messo al corrente (della decisione di chiudere il reparto di Ostetricia, ndr) e non avrebbe sollevato obiezioni”. Anche i consiglieri Giancarlo Cintioli e Maria Elena Bececco alzano il tiro contro il primo cittadino per il suo “silenzio. “Lei, signor sindaco dimostra sempre più la sua inadeguatezza”, ha affermato Cintioli.