Superbonus terremoto, dopo la rivolta dei sindaci il governo fa marcia indietro: De Carolis “La ricostruzione non passi mai di moda”

Dopo le feroci proteste dei terremotati dell’Italia centrale e dei rispettivi sindaci il governo è costretto a fare marcia indietro. Gli enti colpiti dal sisma del 2009 e 2016 non perderanno il 110%. La stretta voluta dal governo Meloni, quindi, risparmierà i comuni ricompresi nel cratere del sisma. La correzione sarà effettuata sul testo del decreto legge uscito martedì da palazzo Chigi. Il nuovo testo andrà alla bollinatura della Ragioneria dello Stato nella nuova versione che salverà il Superbonus nelle aree terremotate. Solo dopo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Scampato pericolo, ma la ricostruzione post sisma non passi mai di moda nei pensieri del governo e di tutte le altre istituzioni”: a dirlo all’Ansa è il sindaco di Cascia, Mario De Caroli, tra i primi a protestare contro l’iniziativa del governo. “Per completare definitivamente la ricostruzione ci vorranno 20-30 anni e questo deve essere tenuto bene a mente per evitare di introdurre norme che possano rallentarla o addirittura bloccarla”, ha aggiunto De Carolis. Il superamento del blocco alla cessione del credito e dello sconto in fattura per i crediti “superbonus sisma”, relativi alla ricostruzione del cratere appenninico, ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche a tutti gli altri sindaci del cratere.