Tagli sull’autonomia scolastica, assessore Barcaioli: “L’Umbria merita rispetto, pronti a ricorrere al Tar”

In vista della prossima Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni convocata per il 7 maggio, l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, esprime “forte preoccupazione per la proposta ministeriale relativa alla distribuzione delle autonomie scolastiche  a partire dall’anno scolastico 2026-2027”. Secondo quanto reso noto dalla Regione, nonostante la riduzione del taglio complessivo delle autonomie scolastiche a livello nazionale, sceso da 167 a 80 rispetto al precedente decreto del ministero dell’Istruzione, “l’Umbria resta immobile”. La proposta conferma infatti le stesse 130 autonomie scolastiche previste in precedenza, senza alcun incremento, a differenza di quanto è avvenuto in altre regioni con parametri simili. Inoltre comporterebbe il dimensionamento di 4 autonomie scolastiche entro il 31 dicembre. “E’ inaccettabile che l’Umbria sia l’unica regione a non beneficiare di alcun adeguamento, mentre Liguria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, che presentano numeri analoghi, vedono riconosciute due autonomie in più” sostiene l’assessore regionale Barcaioli. “Il nostro sistema scolastico non può continuare a essere trattato come marginale” aggiunge. L’Umbria, ricorda Barcaioli, è caratterizzata da una rete diffusa di piccoli comuni, borghi collinari e montani che coprono l’intero territorio regionale, un contesto in cui la scuola è un presidio fondamentale di coesione e integrazione sociale, funzione che il ministero dell’Istruzione sembra ignorare del tutto. Per questo, oggi è stato convocato l’Ufficio scolastico regionale e nei prossimi giorni verrà riunito il tavolo con il supporto di Anci, Province ed enti locali. “Ci prepariamo – conclude l’assessore – a un eventuale ricorso al Tar, pronti a portare questa battaglia nelle istituzioni nazionali e alla Conferenza Stato-Regioni. Non chiediamo privilegi, ma solo un riconoscimento oggettivo dei dati e delle esigenze reali della nostra scuola. L’Umbria merita un’attenzione maggiore, soprattutto quando i numeri lo giustificano”.