Vino. Buyer internazionali in Umbria prima del Vinitaly: varietà autoctone protagoniste

Schede di valutazione, analisi dei listini, prezzi e tanti assaggi per approfondire l’Umbria del vino. Un Umbria sfaccettata, che continua ad esprimersi in maniera interessante e diversa, da zona a zona, e che mantiene e rafforza le sue diverse piccole ma interessanti identità.

Si è concluso il tour incoming promosso da Cia – Agricoltori Italiani dell’Umbria, in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e con CIA Nazionale, che dall’8 al 10 aprile 2026 ha portato in Umbria operatori internazionali del settore vitivinicolo, in vista della partecipazione al Vinitaly.

L’iniziativa ha coinvolto buyer provenienti da Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Germania, Stati Uniti e Irlanda, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del vino umbro sui mercati esteri attraverso un modello basato su incontri diretti, conoscenza dei territori e relazioni commerciali strutturate.

Il programma si è articolato in visite aziendali, degustazioni collettive e momenti di approfondimento territoriale, consentendo agli operatori di entrare in contatto con oltre 30 realtà vitivinicole umbre associate a Cia. Le attività si sono svolte tra le aree di Assisi, Montefalco e nella zona del Trasimeno, con visite presso le cantine Saio – Famiglia Mencarelli (Assisi)Bocale di Valentini (Montefalco) e Madrevite di Nicola Chiucchiurlotto (Trasimeno).

Le degustazioni collettive si sono tenute presso le cantine Bocale e Madrevite, coinvolgendo un’ampia rappresentanza del comparto regionale. Hanno partecipato: Cantina Plani Arche, Società Agricola Semplice Baglioni, Colle Ciocco – Società Agricola Spacchetti, Cantina Montioni, Piccola Cantina Rossi, Tenute Baldo, Terra di Rovo, Terre dei Nappi, Terre di San Felice, Cantina Ninni, Cantina Romanelli, Tenuta di Saragano, Società Agricola Saio, Podere Lucagnolo, Le Terrazze di Spazzavento, La Merula di Fichera Valentina, La Casa dei Cini, Chiesa del Carmine Vineria, Casaioli, Azienda Agricola Barcavecchia, Cantina La Spina, Azienda Vitivinicola Cecchetelli Lorenzo, Cantina Cenci, Cantina Nofrini, Sandonna – Azienda Vitivinicola, Cantina Le Crete, Cantina Terre del Carpine.

Dal punto di vista operativo, l’iniziativa ha favorito un confronto qualificato tra domanda e offerta, creando le condizioni per l’avvio e il consolidamento di relazioni commerciali in un contesto internazionale caratterizzato da dinamiche in evoluzione. In particolare, il contatto diretto tra buyer e produttori rappresenta un elemento determinante per valorizzare identità, qualità e specificità delle produzioni umbre.

Il progetto si inserisce in uno scenario di mercato complesso: a fronte di un 2024 positivo per l’export vinicolo italiano, il 2025 ha registrato un rallentamento, rendendo ancora più strategiche azioni mirate di promozione e internazionalizzazione. In questo contesto, l’Umbria conferma segnali di tenuta e crescita, evidenziando la capacità del comparto di intercettare opportunità sui mercati esteri.

La connessione con il Vinitaly rafforza ulteriormente l’efficacia dell’iniziativa: il trasferimento dei buyer a Verona consente di proseguire il percorso avviato in Umbria, integrando l’esperienza territoriale con il principale appuntamento fieristico internazionale del settore.

Il tour rappresenta un tassello rilevante nelle strategie di internazionalizzazione del sistema vitivinicolo regionale, confermando il valore di un approccio basato su relazioni dirette, esperienzialità e promozione integrata del territorio.