‘’Bestie…verme…infame..’’ e via blaterando. Sono i segnali verbali delle elezioni anticipate?
La guerriglia dialettica all’interno della politica italiana appare sempre più esplodente: ‘’Sembra quasi- osservano gli analisti più maliziosi- che si stia coltivando la convinzione di essere ormai in piena campagna elettorale’’.
Davvero si andrà a votare fra pochi mesi? Da un pulpito (Matteo Renzi) si parla di ‘’bestie’’ riferendosi agli avversari più agguerriti; dall’altro (Matteo Salvini) si replica mandando in scena termini crudi come ‘’verme’’ e ‘’infame’.
La gente meno rabbiosa si chiede: ‘’Sono queste le armi di un serrato confronto democratico?’’. Mah…è più diffusa la convinzione che si possa competere anche senza esasperare il lancio delle secchiate di sterco verbale. Pare invece che i belligeranti di livello (presuntamente alto) siano certi che gli italiani si possano meglio convincere sfoderando a microfoni aperti terrificanti offese personali. E certi esempi parolai non rimangono, naturalmente, limitati agli sfoghi dei grandi capi. Si estendono per li rami ai gregari, nazionali e territoriali. Da qui la sospettosa domanda prima accennata: è la voglia di andare alle urne che induce i duellanti (triellanti…quadriellanti…) ad aprire bocca ed emettere fiato, quale che sia?
In un simile contesto suscita particolare, e mirata, attenzione anche la disputa che agita il Pd, in particolare sulle riforme istituzionali, a partire dal nuovo Senato che la minoranza bersaniana (unitamente ad altre opposizioni) vuole elettivo. Ulteriore interrogativo: se questi bracci di ferro, apparentemente drastici, dovessero condurre alla resa dei conti, le elezioni per il Parlamento sarebbero più vicine?
Insomma l’’’autunno calda’’ minaccia di diventare ‘’bollente’’.. A vantaggio di chi?
RINGHIO

