DIS…CORSIVO. MARCHE – MARCORE’
NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Nel dibattito che dovrà portarci a esprimere preferenze sul tipo di accorpamento interregionale prossimo venturo, si è già levata qualche voce che sembrerebbe prediligere, in partenza, la fusione dell’Umbria con le Marche, al fine di non restare schiacciati fra le regioni egemoni della Toscana e, soprattutto, del Lazio.
Allo stato attuale, in realtà, non ci sono validi elementi conoscitivi per poter condividere questa elezione, a misura di Umbria, di una terra – le Marche – non proprio molto familiare agli umbri, fin dai tempi, per lo meno, che, ad annessione appena avvenuta al Regno di Sardegna, posero in competizione le due aree geografiche dell'Umbria e delle Marche perché mentre da noi era stata creata una sola Provincia, nelle Marche si era trovato il modo di confezionarne ben quattro.
Tempi lontani, naturalmente, ma non tanto da far dimenticare, dopo alcune generazioni, i rispettivi percorsi di sviluppo che le Marche e l'Umbria hanno conosciuto in pieno Novecento, approdando a due esiti di regionalismo estremamente lontani, nonostante i confini geografici, ed estremamente diversi, nonostante i ritorni di mentalità locale che si esprimono sia nel “cuore verde” che nella “Marca Anconetana”.
Gli umbri sono orgogliosi della loro arte? I marchigiani lo sono del loro territorio, che va dai Sibillini al mare. Gli umbri sono definiti dalla spiritualità francescana? I marchigiani lo sono dal raziocinio poetico di Giacomo Leopardi. Gli umbri si sentono specialisti nel vendere il loro isolamento territoriale? I marchigiani lo sono altrettanto nel vendere la tranquilla normalità della vita delle loro colline. E così via, si potrebbe proseguire a lungo su questa scala di corrispondenze anomale, che portano due regioni finitime a registrare il massimo della reciproca diversità e l'esasperazione assoluta del puntiglio culturale.
C'è, però, una corrispondenza anomala sulla quale mi vorrei soffermare. Gli umbri promuovono la loro regione con alcuni messaggi e un paio di mega eventi? Le Marche rispondono con molti messaggi ed eventi imparagonabili a Umbria Jazz e a Eurocholate. Poiché i rari messaggi promozionali dell'Umbria e i mega eventi di casa nostra li conosciamo a dismisura, m'interessa qui dilungarmi sull'assidua promozione culturale e turistica che caratterizza la politica di marketing delle Marche. Questo, infatti, è l'unico elemento – di quelli dei quali oggi si può parlare avendone gli elementi sotto mano - che segna una radicale differenza fra le due tipologie di promozione al di qua e al di là dei Sibillini.
Un turista coccolato dal primo all’ultimo momento della vacanza perché “…le Marche non ti abbandonano mai” è stato il claim dell'ultimo spot di promozione della Regione interpretato dall’attore marchigiano Neri Marcorè, andato in onda a partire dal 14 giugno dell'anno scorso su tutte le emittenti televisive Rai, Mediaset, La7 e Sky. Il debutto è avvenuto in una fascia di grande visibilità, durante la prima partita dell’Italia ai mondiali. Si è trattato di uno spot ironico e divertente, ma anche suggestivo, che ha utilizzato la tecnica della narrazione con otto diversi episodi trasmessi in coppia e che ha usato il testimonial come interprete stesso del territorio e delle sue peculiarità. La regia è stata affidata a due giovani creativi, essi stessi marchigiani, i registi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, mentre la produzione e post produzione sono andate a Minimum Fax Media. La messa in onda degli spot sui canali nazionali è stata finanziata con l’Asse 5 del POR–FESR 2007- 2013, intervento 5.3.1.60.01 ”Promuovere attività di marketing e di promozione del territorio”, finalizzato alla realizzazione di un progetto di marketing territoriale rivolto alla promozione dei luoghi che hanno beneficiato dei finanziamenti relativi ai progetti PIT (Progetti Integrati Territoriali) dell’asse 5 del POR-FESR. Vista la breve durata degli spot in questione, circa 15” e 30” secondi, sono stati promossi alcuni luoghi regionali, in riferimento ad altrettanti Pit, con forte valenza turistica, noti e meno noti al grande pubblico per favorire la massima conoscenza del territorio e dei suoi turismi. Nello specifico si è trattato di Fermo – Teatro dell’Aquila; Genga – Grotte di Frasassi; Ancona – Portonovo; Urbino – Palazzo Ducale; Fiastra – Lago di Fiastra Monti Sibillini; Ascoli Piceno – Piazza del Popolo, San Benedetto – Lungomare; Senigallia – Rotonda a Mare.
Dopo Dustin Hoffman e il video delle Winx (che non a tutti è andato giù), le Marche, finalmente, si sono affidate al garbo e al talento di Neri Marcoré, istrione di grande gusto e di perenne amabilità, qualunque sia la sua collocazione sulla scena. E così hanno realizzato un terzo capitolo promozionale del tutto diverso dal primo e dal secondo, ma sempre determinato a intercettare un target nazional-popolare sia che si ascolti “L'infinito” sia che ci si lasci andare al racconto giocoso delle Winx sia che ci si lasci incantare dal sorriso ammiccante di Marcorè.
In ogni caso, ciò che si apprezza un po' da parte di tutti i fruitori è quell'assenza di “pesantezze non digeribili” per cui si segnalano i singoli spot e la catena di marketing del territorio che li unisce e che a me li fa un po' invidiare alle Marche.
È mai possibile, mi chiedo, che mentre le Marche hanno scelto questa via promozionale, noi in Umbria non ci abbiamo mai pensato? Perché, ad esempio, il “Cantico delle creature” affidato alla presenza di Richard Gere, una favoletta con un cartone che oggi è molto seguito, oppure un claim fatto su misura per Filippo Timi spiacerebbero a qualcuno?
Non voglio che s'imitino le Marche, per carità, ma se alla fine proprio dovessimo accorparci, chi ci vieta, per creare vere unioni fra i territori, prendere un po' di idee dai cugini marchigiani esportando, a nostra volta, qualche parte dei grandi eventi, che sono, per ora, la nostra specialità promozionale ?

