Il digitale e le imprese del terziario in umbria
Il mercato dell’Information Technology è tornato a crescere dell’ 1,7% per cento: la ripresa è per buona parte merito del Software 2,7%, mentre risalgono la china, ma restano lievemente negativi l’Hardware –0,8% e i Servizi IT -1,1%. Continua la crescita della Digital Economy: le applicazioni di Digital Marketing segnano un +31%, il Cloud cresce del 20%, Internet of Things +16,7%, Business Intelligence, Analytics e Big Data +7,3%. La spesa IT cresce oltre il 3% nelle medie e grandi imprese, soprattutto Banche (+3,7), Assicurazioni (+3,4%), Utility (4,3%), TLC (+3,5%). Ancora bassi i mercati legati alla Pubblica Amministrazione (sotto il -2%).
Questi, alcuni dei dati significativi sul trend del mercato ICT dell’Assintel Report 2015, presentati a Perugia, nel corso dell’evento #Connettiamoci, promosso da Assintel Umbria, l’associazione che rappresenta il settore ICT all’interno di Confcommercio, per fare il punto sul grado di digitalizzazione delle imprese del terziario in Umbria e su come stanno rispondendo al cambiamento dall’analogico al digitale. Occorre capire quindi, quali siano le strategie migliori per usare e combinare le nuove tecnologie in modo efficace, ma soprattutto cogliere indicazioni utili e avere una vera e propria bussola per quelle aziende che vorranno confrontarsi con l’innovazione. Dall’indagine, realizzata su un campione di 100 imprese umbre (50 del commercio, 30 del turismo, 20 dei servizi), emerge come web, social, e-commerce siano oggi al centro dell’attenzione anche delle piccole e piccolissime imprese. Il 53% ha un proprio sito internet, tra coloro che non ce l’hanno, il 37% è comunque intenzionato ad aprirlo nel 2016, perché lo ritiene utile e, addirittura un punto cardine per la propria attività. Abbastanza evoluta anche la tipologia di siti delle imprese: il 45% di chi lo possiede ha infatti un sito dinamico, il 23% fa anche e-commerce e una percentuale identica ha intenzione di avviarlo nel 2016. Il 75% degli imprenditori presenti su web e social dichiarano di averne conseguito benefici concreto in termini di clienti e business; il 16% non sa dirlo perché non ha misurato gli effetti, e solo il 9% ritiene che il web non abbia migliorato le proprie performance. Solo il 37% del campione lo considera l’e-commerce ininfluente per la propria attività, perché considera la propria clientela è “matura” e quindi poco incline al suo utilizzo, mentre il restante 63% pensa che sia al contempo un temibile concorrente e una grande opportunità. Per quanto riguarda l’e-commerce, l’Italia un paese emergente (16 mila milioni di euro) e sta crescendo del 16,9% all’anno. L’attitudine del consumatore sta cambiando e diventa fondamentale per le aziende umbre del terziario, dotarsi di tecnologie e i nuovi media nelle strategie delle imprese.
La rivoluzione più pervasiva e globale che ci sia mai stata, legata al digitale e alle nuove tecnologie, che coinvolge imprese e cittadini, pubblico e privato e, che ha ridefinito il modo in cui le persone comunicano e le aziende lavorano, è arrivata in Umbria.

