L’utero in affitto: tema di grande delicatezza che affanna politici, scienziati , pensatori. E la Chiesa cattolica non esita a dire la sua.
Gli affanni del Parlamento non indugiano solo su legge di stabilità,’azzeramento della tassa sulla prima casa o incremento della libertà per la spesa col danaro liquido.
Ora senatori e deputati si ‘graffiano’ anche per affrontare la delicatissima questione dell’utero in affitto.
Cosa vuol dire prendere l’utero in affitto?
Significai impiantare un embrione, ottenuto dal seme del padre e dall’ovulo di una donatrice, nell’utero di una terza donna.
Utero in affitto, gestazione “conto terzi”, gravidanza su commissione, maternità surrogata: sono diverse le espressioni che raccontano un fenomeno in espansione in tutto il mond: donne che, a pagamento, affrontano una gravidanza e un parto sapendo che poi cederanno il neonato a qualcuno che glielo ha commissionato, più o meno legalmente.
Con le tecniche di fecondazione assistita è possibile trasferire in utero un embrione creato in laboratorio con ovociti che non appartengono alla donna che poi porterà in grembo il bambino.
Spiegano gli esperti: ‘’La donna che resta incinta diventa un mero contenitore del bambino che nascerà. La sua gravidanza è un servizio per cui è pagata, controllata dal punto di vista sanitario e della nutrizione, e soprattutto durante i nove mesi le viene spiegato che in quella pancia che sta crescendo non c’è il suo bambino, ma un estraneo, qualcuno che già appartiene ad altri perché sono altri che l’hanno commissionato su contratto, e sarà a questi altri che lei lo cederà, immediatamente dopo il parto’’.
Il Senato sta valutando il testo di Monica Cirinnà (Pd). Gli schieramenti sembrano fieramente contrapposti. Non solo per il fatto rivoluzionario proposto dalla Scienza a coppie (uomo e donne) che non possono avere figli, ma anche perché l’utero può essere commissionato da una coppia gay e da due lesbiche. Insorgono i cattolici, A quanto sembra diffusi nei vari partiti. “È un fatto preoccupante per il Paese”.Non è vero che un bambino può avere due papà’’.
E dilatano la riflessione: ‘’. In questo modo, con un altro nome, si introduce il matrimonio gay ‘’-
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Sottolineano: ‘’L’ha riconosciuto anche il parlamentare piddiino Scalfarotto’’.
Il centrodestra si dichiara (in blocco?) ‘’nettamente contrario.’’.
Ma anche i Vescovi non si limitano a guardare da lontano. La Commissione degli episcopati della Comunità europea parla fuori dai denti: ‘’La Maternità surrogata rappresenta una grave violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali della donna e del bambino, configurandosi come una vera e propria tratta di esseri umani per fini riproduttivi”.
E poi: ‘’In troppi Paesi esteri agenzie specializzate nelle pratiche legali per le maternità surrogate si sono moltiplicate, con l’uso di Internet per attirare i clienti provenienti da tutto il mondo e metterli in contatto con le giovani donne indigenti pronte a portare in grembo il bambino da consegnare alla nascita agli “aspiranti genitori”, il più delle volte in cambio di ‘ricompensa’, il cui importo è spesso molto elevato in confronto con gli stipendi normalmente guadagnati nel paese delle ‘gestanti’- Tali pratiche, seppur presenti da anni, hanno visto una crescita in termini di numeri e rilevanza con la diffusione del dibattito e della legittimazione, in molti Stati, del Matrimonio Omosessual’’-
I Vescovi vanno molto oltre: ‘’ “La maternità surrogata impone di meditare sul rapporto che tale pratica implica con il corpo della gestante Non si tratta solo di affittare un utero in quanto non è solo un organo, ma tutta la persona della gestante che viene messa a servizio degli altri, di solito dietro compenso. . Il corpo della ‘madre surrogata’ verrà interamente utilizzato per un periodo di nove mesi, e sarà soggetto a grandi cambiamenti, con i rischi associati alla gravidanza e al parto. Al fine di garantire la nascita senza problemi del bambino ed il rispetto della data di consegna alla coppia in attesa, tali gravidanze spesso finiscono con il taglio cesareo, una fonte di rischio per la gestante surrogata e per le sue eventuali gravidanze successive. Tale atto di acquisizione di potere sul corpo altrui, spesso dovuto alla potenza di denaro, pone un problema significativo, generando una strumentalizzazione della donna che è senza precedenti” .
In Europa manca una normativa specifica in materia di utero in affitto ed i singoli Stati si muovono in autonomia. Attualmente solo due Paesi hanno riconosciuto legittima questa particolare forma:il Regno Unito e la Grecia. Altri espressamente la vietano.
Ulteriore, non marginale, obiezione dei commentatori sfavorevoli : ‘’Quanto è reale il consenso della donna ‘portatrice’? Infine: ‘’ Non c’è il rischio latente di uno sfruttamento delle giovani donne, soprattutto delle classi più povere, e soprattutto in Paesi con minori tutele? Del resto, si tratta pur sempre di una sorta di alienazione delle attività riproduttive della donna’’:
Il tema è così vasto, complesso e assediante di scienza e coscienza che non è possibile esaurirlo con questa carrellata di pareri.
Chissà se ‘Fischio’ e ‘Stella’ riescono ad addolcirlo con le loro abituali pungenti meditazioni?
RINGHIO

