Incidente probatorio sulla scomparsa di Barbara Corvi: confronto Dna con tre persone
Il Gip del Tribunale di Terni ha disposto e fissato per il prossimo 10 giugno un incidente probatorio per l’esame del Dna chiesto dalla Procura della Repubblica di Terni nell’indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi. Gli accertamenti di carattere biologico sulle cartoline recapitate ai figli della donna pochi giorni dopo la sua scomparsa, a firme della donna ma – elemento accertato da perizie – non scritte da lei, porteranno al raffronto fra gli elementi genetici eventualmente riscontrati sulle stesse e i profili dell’ex marito di Barbara, Roberto Lo Giudice e suo fratello Maurizio, ma anche di una terza persona non sottoposta alle indagini preliminari ma citata dal Gip nel contesto dell’accertamento irripetibile. Il giudice ha così accolto la richiesta formulata dai difensori di Roberto Lo Giudice, gli avvocati Cristiano Conte e Giorgio Colangeli, anche rispetto all’estensione dell’accertamento a persone diverse da quelle iscritte nel registro degli indagati. “Caro Klaus ho ritenuto opportuno scriverti e farti questo video perché sono molto amareggiato. Mi ritrovo di nuovo indagato e mi hanno notificato delle carte che faranno degli accertamenti sulle cartoline che sono arrivate 17 anni fa. Sono 17 anni che sono indagato per una storia di cui non so niente. Sono rammaricato. Sono distrutto”: a dirlo è Roberto Lo Giudice in un video inviato al giornalista Klaus Davi. “Mi stanno distruggendo la vita ancora una volta” ha aggiunto. “E’ giusto che la Procura faccia le sue indagini – ha detto Lo Giudice – per carità di Dio. Ho dato la mia massima disponibilità in questi diciassette anni di indagare su di me. Mi sono messo a disposizione per quanto riguarda le macchine, per controllare qualsiasi cosa loro vogliono. E anche adesso mi sono rimesso a disposizione per dare il mio Dna per le cartoline, i loro accertamenti, qualsiasi cosa loro vogliono. Purché si arrivi alla verità perché questa non è vita”.

