1 MAGGIO 2026

di Pierluigi Castellani

Questo anno la festa del lavoro cade in un mondo in guerra, con la nostra economia in pericolo per il caro energia, che si riflette nella vita di tutti i giorni con conseguenze che pagano soprattutto coloro che vivono del loro lavoro vedendo i loro salari taglieggiati sempre più dall’inflazione. E’ per questo che occorre riproporre con forza la difesa del lavoro in una società come quella italiana in cui si sta diffondendo sempre di più il lavoro povero e non garantito. Il governo ha dedicato a questo primo maggio un decreto, che affronta alcune problematiche, ma che non dice nulla sui problemi strutturali che fanno soffrire la nostra economia. Introduce , questo si, tardivamente il concetto di giusto salario, condizionando al rispetto dei contratti di lavoro firmato dalle organizzazione sindacale più rappresentative la fruizione dei bonus che il decreto prevede. Ma appunto si parla ancora di bonus, di una tantum, non di provvedimenti strutturali che risolvano per il lungo periodo i problemi. Bisognerebbe chiedere alla premier perché allora si è opposta alla proposta delle opposizioni per il salario minimo, perché almeno ne possano fruire anche i lavoratori che sfuggono ad ogni contratto? E c’è anche la questione dell’occupazione. La Meloni si gloria tanto dei dati Istat che registrano un aumento dell’occupazione anche se in un quadro sociale dove aumentano gli inattivi e dove vengono conteggiati come occupati anche chi ha un lavoro precario o povero. Coloro che sfrecciano sulle  strade nel caotico traffico delle nostre città pedalando in bicicletta per recapitare pasti o altri prodotti nelle nostre case, i rider appunto, anche loro sono conteggiati come occupati. Il lavoro oggi ha in primo luogo il problema del lavoro povero, di chi è costretto per sfuggire all’indigenza ed alla fame ad accettare uno dei lavori più bassi nella scala sociale. Ed ha inoltre il problema del caporalato, degli incidenti sul lavoro, spesso anche mortali, che tolgono dignità al lavoro. Per questo prima dei bonus vanno affrontati i problemi strutturali di cui soffre il mondo del lavoro senza dimenticare che il lavoro si difende con un’economia in crescita, che offre prospettive per distribuire sempre più ricchezza in modo da affrontare il male, sempre più diffuso, delle diseguaglianze sociali. Questo si, sarebbe un modo per celebrare degnamente la festa del lavoro per dare concreta attuazione alla nostra costituzione, che abbiamo celebrato pochi giorni fa per il 25 aprile, nella parte in cui dice, all’art.3,  solennemente che la repubblica è fondata sul lavoro.