AMERICA ADDIO?
di Pierluigi Castellani
E’ oramai unanimemente diffusa la convinzione che il vecchio mondo in cui fino ad ora siamo vissuti non c’è più. Più che di ordine mondiale si parla ora di disordine mondiale in cui in cui il centro del rapporto tra le nazioni non è più l’ONU, né gli altri organismi internazionali nati per dirimere i contrasti e per affermare il rispetto del diritto internazionale, che gli stati dopo la seconda guerra mondiale si sono dati. Oramai domina la scena internazionale il confronto tra le più grandi potenze dotate della deterrenza nucleare e di grandi eserciti e armamenti, che finisce per legittimare il diritto del più forte nei confronti del più debole. Non c’è più l’America come riferimento dei paesi occidentali per i suoi valori democratici ( anzi gli USA trumpiani sono ancora una democrazia?), valori di libertà e di aspirazione ad una vita migliore, che affascinava i giovani di una volta per quel principio costituzionalmente garantito di diritto alla felicità, senza contare il fascino della sua cultura, del suo cinema, della sua musica e della grande stagione dell’esplosione dell’innovazione artistica con i suoi Wharol, Pollock, Rothko e gli artisti della Pop Art. Non che l’Europa non sia stata sempre attenta all’innovazione culturale ed artistica, ma il dialogo ed il confronto tra le due sponde dell’ Atlantico rassicurava ed arricchiva tutto il pianeta. Oramai viviamo in un altro mondo in cui sono oramai visibili i segni del caos che indubbiamente si è aggravato con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, che del caos appare come un attivo agente. Dobbiamo allora rassegnarci? Certamente no. Anzi dobbiamo far tesoro di quanto sta avvenendo per stimolare l’Europa a divenire quell’attivo interlocutore internazionale a cui è chiamata dal destino. Un’Europa più forte , più unita, con una difesa comune, con un’economia ed una finanza più integrate, questa deve essere la risposta che l’UE deve dare. E noi italiani dobbiamo essere orgogliosi, che per fare questa Europa all’altezza dei tempi tutti si richiamino ai rapporti che due italiani ,Mario Draghi ed Enrico Letta, hanno fornito alla Commissione Europea. Ed allora perché l’UE non si incammina decisamente su questa strada? Perché si frappongono i vari sovranismi, che stanno aumentando nel nostro continente con paesi affascinati dalla risposta nazionalista ed autocratica, che viene data alla evidente crisi della democrazia. Con terrore dobbiamo pensare a quanto può avvenire in Francia , paese fondatore dell’UE, con la crisi del macronismo. se il lepenismo dovesse aggiungersi all’Ungheria di Orban, alla Slovacchia ed al prevalere dell’estrema destra in Germania ed in Austria. E in Italia che farà Giorgia Meloni? Si farà risucchiare dal suo, mai sopito, sovranismo della cultura in cui si è formata, o si renderà conto , che essendo alla guida di un paese fondatore dell’UE non può tradire la sua storia?

