ATTUALITA’ DEL 25 APRILE

di Pierluigi Castellani

Ci sono ancora tanti che credono, che la festività del 25 aprile sia oramai divenuta una stancante ritualità buona solo ad avere un giorno di festa primaverile da consumarsi in gite fuori porta con la famiglia e gli amici. Ed invece proprio quello che sta avvenendo in questi giorni che ripropone all’attenzione di tutti la necessità di ricordare quanto sia attuale difendere la democrazia e rendere omaggio alla memoria di quanti per la democrazia italiana hanno combattuto e si sono sacrificati fino alla morte. Non può passare inosservato il fatto. che  nel mondo ci sia un processo che sta mettendo a rischio le certezze in cui eravamo abituati a vivere. Il diritto internazionale non viene rispettato, alla diplomazia viene sostituita la violenza e la forza. Viene abbandonato il multilateralismo con la conseguenza che tutti gli organismi sovra nazionali, a partire dall’ONU, perdono efficacia e vengono resi inutili. I diritti umani non sono più garantiti e la guerra sta producendo vittime e desolazioni. Sono i rapporti di forza tra gli stati, che stanno ridisegnando la geopolitica, e sono saltate le certezze a cui fino ad ora abbiamo creduto con la conseguenza, che ancora una volta è a rischio la libertà e la democrazia per cui hanno combattuto i resistenti contribuendo a liberare l’Italia dal nazifascismo. C’è chi, non riuscendo ancora a fare i conti con il passato, tende a relegare la festa del 25 aprile nel dimenticatoio della storia. Ed invece proprio ora, più che mai, c’è bisogno di rendere omaggio alla memoria di quanti si sono sacrificati ed hanno reso possibile, che il nostro paese potesse darsi attraverso l’ assemblea costituente la carta fondamentale , che ancora  sempre più viene definita come la costituzione più bella del mondo. E per noi umbri c’è la necessità di rendere omaggio a quanti proprio in Umbria si sono dati alla macchia per sfuggire al nazifascismo e combatterlo sui nostri monti. Desidero ricordare che la resistenza anche in Umbria non fu appannaggio solo delle sinistre perché furono molti di varia estrazione politica ,anche  cattolici, che scelsero di ribellarsi. Ci furono degne di memoria due personalità, che hanno contribuito molto perché il nostro paese conquistasse la libertà e la democrazia. Penso a Venanzio Gabriotti, ultimo segretario provinciale del Partito Popolare  di Perugia, barbaramente fucilato a Città di Castello dai nazifascisti il 9 maggio del 1994 e ad Antero Cantarelli, dirigente dell’azione cattolica e presidente dell’Istituto San Carlo di Foligno, che fu comandante  della IV Brigata Garibaldi e  con i suoi giovani tenne in scacco, pur ferito ,   i nazisti ed i fascisti nella zona montuosa, che si estende da Foligno a  Spello e Nocera Umbra. Per questo è necessario che tutti indistintamente dal  credo religioso e politico si uniscano per festeggiare la liberazione dell’Italia ed affermare  “resistenza ed ancora resistenza” contro chi ancora mette a  rischio la libertà e la pace dei popoli.