Colfiorito, venditori di patate rosse sul piede di guerra, appello a Renzi: “La nuova 77 ci taglia fuori, ci aiuti a salvare le nostre aziende”

COLFIORITO – Venti piccole aziende agricole condannate a morire per l’apertura della nuova statale 77 Val di Chienti. Si tratta dei venditori della famosa patata rossa di Colfiorito, gli ambulanti che commercializzano i prodotti tipici del territorio attraverso forme di vendita diretta lungo la vecchia statale 77, nel tratto che dai Piani di Ricciano porta verso Serravalle del Chienti. Stanno lì da oltre trent’anni, sono ormai parte integrante del paesaggio, un punto di riferimento per tanti viaggiatori alla ricerca di prodotti genuini, una forma di promozione per le risorse della montagna umbro-marchigiana. Ora, però, con l’apertura del nuovo tracciato della strada che porta al mare, saranno tagliati fuori dal grande traffico e quindi dalla possibilità di vendere patate, legumi e altri prodotti della zona. prodotti-tipiciCiò significa che una ventina di famiglie rischiano di finire sul lastrico o comunque di avere seri problemi a sbarcare il lunario, visto che per molti questa è l’unica forma di sostentamento. Da qui l’appello al premier Matteo Renzi perché prenda a cuore la questione e venga in loro aiuto, sollecitando la Quadrilatero, società che ha costruito l’infrastruttura, a realizzare un piazza per la vendita dei prodotti tipici del territorio lungo la nuova statale 77.
“Non si tratta di una richiesta nuova – affermano in coro alcuni agricoltori – visto che la Quadrilatero, diverso tempo fa, ci aveva promesso che avrebbe predisposto uno spazio per noi fra Colfiorito e Taverne. Purtroppo, però, non è stato fatto nulla e noi ci ritroviamo a chiudere le nostre bancarelle. Il nostro appello – continuano – è rivolto non solo a Renzi ma anche alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e al sindaco di Foligno, Nando Mismetti: quando incontreranno il premier, oltre a chiedere la realizzazione dello svincolo di Scopoli, che va fatto, dovrebbero farsi portavoce anche del nostro problema. Anche l’amministrazione comunale di Foligno si era assunta questo impegno nei nostri confronti, speriamo che venga rispettato. Sono anni che va in giro questa storia – proseguono gli agricoltori – siamo arrabbiati e delusi, ci sentiamo presi in giro. Qui non si tratta soltanto del nostro futuro, ma anche dell’economia di un territorio”.

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