Foligno, la procura chiede processo per ex comandante dei carabinieri: avrebbe sottratto cocaina
Sono stati gli stessi colleghi dell’Arma a indagare e contestare ipotesi di reati a tre carabinieri della stazione di Foligno. Più precisamente i militari del Nucleo investigativo e operativo del comando provinciale di Perugia su delega della Procura della Repubblica di Spoleto. Un’attività investigativa iniziata ad ottobre del 2022 quando gli inquirenti decisero di procedere ad una perquisizione personale e informatica all’interno dei locali della Compagnia folignate. L’obiettivo era quello di valutare, all’esito delle indagini, se la notizia di reato era fondata. Il procuratore della Repubblica di allora, Alessandro Giuseppe Cannevale, dichiarò che l’attività d’indagine era stata condotta “con lodevole impegno e nella più assoluta riservatezza dalla stessa Arma dei carabinieri e che dagli stessi militari era arrivata l’originaria notizia di reato”. Ora, a distanza di più di un anno, la Procura spoletina chiede il processo per tre persone: due carabinieri e un privato. Per i magistrati della procura ci sono sufficienti indizi per rinviare a giudizio l’ex comandante, poi congedato, della stazione di Foligno Francesco Matalone, un brigadiere della stessa stazione e un soggetto privato. I reati contestati, a vario titolo, sono pesanti: falso in atto pubblico, peculato e truffa. All’ex comandante della stazione vengono contestati dodici ipotesi di reato tra cui “la falsificazione del registro dei beni sottoposti a sequestro e la sottrazione di circa 60 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, la falsificazione di una denuncia per il reato di molestie telefoniche finalizzata ad ottenere l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi all’utenza d’interesse, la falsificazione di alcuni provvedimenti giudiziari emessi dalla procura di Spoleto, l’ottenimento di denaro da un privato cittadino in cambio di una promessa di aiuto per la restituzione di un ciclomotore in sequestro. Sempre al comandante della stazione è contestato anche il reato di truffa aggravata posta in essere in danno di un cittadino straniero, avvalendosi della sua funzione”. Nei confronti dell’altro militare coinvolto, un brigadiere, la procura di Spoleto ha disposto l’archiviazione per alcuni reati inizialmente a lui contestati, avanzando invece la richiesta di rinvio a giudizio in relazione ad una sola ipotesi delittuosa (falso in atto pubblico). “La procura – ha scritto in una nota l’attuale capo, Vincenzo Ferrigno – ribadisce la piena fiducia nei confronti dell’Arma dei carabinieri e dei comandi territoriali con sede a Foligno. Naturalmente vale allo stato la presunzione di innocenza per tutti gli indagati”.

