GUERRA E PACE

di Pierluigi Castellani

Si fa sempre più pressante da parte dell’opinione pubblica mondiale la richiesta di una pace definitiva e duratura nelle due aree del pianeta interessate dalla guerra. Sia in Ucraina che in Palestina sembra impossibile raggiungere una pace o almeno una tregua, che faccia tacere le armi, che stanno insanguinando e devastando quei due paesi. Ci sono tentativi di intessere qualche trattativa, ma poi le speranze si spengono perché le posizioni sono distanti e perché manca da parte degli attori più importanti di voler davvero raggiungere un qualche compromesso, che permetta almeno una tregua tale poi da condurre a trattative di pace. Le colpe sono diffuse ma è pur vero che gli attori principali di queste guerre, Putin e Netanyahu, sono ben lungi da volere davvero la pace se non prima di aver raggiunto gli obbiettivi prefissi. Putin non vuole cedere un millimetro delle terre conquistate, anzi vuole che l’ Ucraina si ritiri dalle regioni del Donbass, anche da quei territori che ancora detiene, e Netanyahu vuole non solo la distruzione di Hamas, e non possiamo dimenticare quanto avvenuto di sanguinoso ed efferato il 7 ottobre, ma anche lo sgombero dei palestinesi dalla striscia di Gaza, forse per permettere al suo amico Trump di costruirvi dei resort di lusso ed ai coloni di impossessarsi di altre terre della Cisgiordania contro ogni risoluzione dell’Onu. Sono due politiche di potenza, che credono che la nuova geopolitica del terzo millennio sia dettata dal potere dei più forti , mentre gli Usa di Donald Trump stanno a guardare anche loro interessati alla pura logica del potere. Siamo ad una difficile e pericolosa svolta storica dove la nuova geopolitica sarà disegnata  solo dai tre attori, Usa, Russia, Cina, che hanno una capacità e forza per imporre anche agli altri le loro convenienze in attesa che l’India ed il Sudamerica trovino la capacità di imporsi e farsi avanti. E l’Europa ? L’Europa potrebbe impedire tutto questo se attraverso una maggiore coesione ed integrazione, mettendo al bando ogni residuo sovranismo, facesse valere la sua potenza commerciale ed industriale e la forza dei suoi valori , che sono il frutto della sua cultura, che ha detto già molto al mondo intero e che ancora può essere fonte di ispirazione per disegnare un nuovo umanesimo per un pianeta che sappia dare forza a quegli organismi internazionali, come l’Onu, l’Unesco ed altri, senza i quali non si può assicurare nessuna vera pace. C’è quindi il pericolo di un ritorno indietro della storia ai primi anni del novecento. Anche su queste cose dovrebbero riflettere quanti animano i cortei per la pace dietro alle bandiere arcobaleno. Perché è bello sognare ed aspirare alla pace ma bisogna anche saperla poi costruire.