IL GUAZZABUGLIO DEL CENTROSINISTRA
di Pierluigi Castellani
Parlare delle difficoltà in cui si trova ora il governo Meloni, soprattutto per i suoi errori e per il continuo controcanto del leader della Lega alla premier, non esime dal prendere atto, che le forze di opposizione non sono al momento in grado di contrastare il governo e lontane dal trovare un’intesa sul come costruire un’ alternativa, che sappia parlare alla maggioranza degli italiani. Non si è in grado neppure di percepire quali siano le rispettive culture di governo in grado di presentare agli elettori una comune visione della società e le convergenti soluzioni per affrontare i gravi problemi che l’Italia si trova di fronte. Se prendiamo in considerazione le due principali forze di opposizione, il PD ed il Movimento 5Stelle, dobbiamo constatare che il loro comportamento non è molto dissimile dai capponi di Renzo, che si beccavano tra loro nel mentre si avviavano al loro triste destino. C’è soprattutto un’errata impostazione, che nessuno sembra non voler correggere. Un’alternativa di governo si costruisce se si ha l’ambizione di parlare alla maggioranza degli elettori. Questo non sembra, almeno per ora, essere nelle intenzioni del PD e dei 5Stelle. Entrambe le due forze politiche si stanno contendendo il medesimo elettorato non considerando che quell’elettorato, se non allargato, non sarà mai maggioranza nel paese che conosciamo. Giuseppe Conte dopo aver guidato il governo gialloverde, che di sinistra o progressista non aveva nulla, dopo aver firmato i decreti sicurezza di Matteo Salvini si è scoperto capopopolo con anche temi cari a certa sinistra estrema, che ad esempio non sostiene l’Ucraina contro l’invasione russa e la leader del PD Elly Schlein dopo aver vinto le primarie su una piattaforma di sinistra, cerca di riconquistare i voti sottratti al PD dai 5Stelle abbandonando la linea prodiana e veltroniana di un PD partito a vocazione maggioritaria. Ma i voti sommati del PD e dei 5Stelle non saranno mai sufficienti ad essere maggioranza nel paese. A parte poi tutte le ambiguità che la linea di Conte rivela, come la polemica con il PD sui migranti ed il sostegno recentemente dato alla destra sulla Rai in commissione di vigilanza. I 5Stelle del resto non hanno certo dimenticato di essere un movimento di origine populista cercando di acchiappare voti sia da destra che da sinistra non rendendo così credibile la costruzione di una coerente alternativa capace di parlare a tutto il paese. PD e i 5Stelle, per ora, sembrano come due che vogliono mangiare la minestra nel medesimo piatto e quindi non riuscendo nessuno dei due a saziarsi. La storia ed un’attenta analisi della società italiana suggeriscono che l’alternativa alla destra in Italia la si costruisce con una cultura ed una proposta politica improntata al centrosinistra, cioè con una visione che sappia parlare all’intera società italiana in tutti i suoi segmenti, che la possono rendere vivace e ricca di cultura e capacità di governo. Qualcuno potrà osservare che poi si aggiungeranno i vari Calenda e Renzi. Ma in questo modo si rischia di delegare ad altri, senza garanzia di successo, un compito che non si è capaci di svolgere in proprio. Senza contare che è molto difficile sostenere insieme Azione ed Italia Viva data la loro natura di partiti personali come del resto ha dimostrato la breve avventura del Terzo Polo. Insomma ancora la strada è lunga e non bastano i primi tentativi di misurarsi su terreni comuni come il salario minimo e la difesa della sanità pubblica. Manca ancora all’orizzonte un federatore capace di mettere insieme tutte queste litigiose forze ed una comune prospettiva di voler offrire al paese un futuro condiviso.

