IL NUOVO DIS-ORDINE MONDIALE

di Pierluigi Castellani

Un inizio tragico e pieno di incertezze quello del nuovo anno. La tragedia di Crans-Montana ,che ha coinvolto tanti ragazzi riuniti in un locale di quella famosa località invernale , ha steso un’ombra scura sull’inizio del 2026 e l’operazione militare ( non era così che , con l’aggiunta dell’aggettivo speciale, veniva chiamata da Putin l’invasione dell’Ucraina?) di Trump sul Venezuela ha gettato nell’incertezza il mondo intero. Il lutto per le tante giovani vittime di Crans-Montana ha colpito anche l’Italia, che ora è in ansia per la sorte dei feriti ricoverati al Niguarda di Milano, e induce a riflettere sulla sicurezza dei locali di divertimento affollati  dove anche minorenni si abbandonano alla spensieratezza della loro giovane età. La Svizzera l’abbiamo sempre considerata un paese sicuro e da un indiscutibile odine ed invece si è rivelato meno sicuro dell’Italia per le norme riguardanti la sicurezza ed i controlli dei locali dove si affollano tante persone. Ora c’è da riflettere quando gli italiani si lamentano per la troppa burocrazia e gli eccessivi controlli per questi locali. E c’è poi l’incertezza in cui Trump ha gettato il mondo facendo stracci del diritto internazionale anche se, avendo arrestato  Maduro ,un vero e proprio tiranno, che ha gettato il Venezuela ,paese ricco di petrolio, in una gravissima crisi economica e sociale soffocando con una feroce repressione ogni tentativo di opposizione, non saranno molti a rimpiangerlo. Ma quello che inquieta è che l’inquilino della Casa Bianca non sembra volersi fermare al controllo del Venezuela di cui interessa  il petrolio e non già una transizione democratica, perché sta minacciosamente avvisando altri paesi come la Colombia, il Messico, il Cile ed insiste ripetutamente di voler annettere la Groenlandia adducendo fantasiose ragioni di sicurezza. In verità non sfugge a nessuno che questa grande isola artica è ricca di preziosi minerali e di giacimenti di idrocarburi oltre che strategica per controllare la rotta artica, che ovviamente interessa anche la Russia e la Cina. Senonché questa grande isola  governata  con una forte autonomia dalla popolazione locale fa parte del Regno di Danimarca, paese europeo e membro della Nato, per cui gli Usa in caso di ipotetica invasione si troverebbero contro se stessi perché l’art. 5 del trattato impone a tutti i paesi Nato di accorrere in difesa del paese aggredito. Situazione questa irreale, che dovrebbe non solo frenare le ambizioni di Trump, ma che sconvolgerebbe quel quadro di  amichevoli relazioni su cui si regge quanto ancora ci ostiniamo a chiamare Occidente. Inoltre l’avventato intervento in Venezuela di cui ancora è impossibile calcolare le conseguenze darebbe giustificazione a Putin per quanto fatto con l’Ucraina ed alla Cina di annettersi Taiwan con la forza. Se si distrugge tutto l’assetto internazionale, che da 1945 in poi ci siamo dati con l’Onu e l’adozione condivisa della tutela dei diritti umani  e della sovranità dei paesi , resta solo una incontrollata politica di potenza in cui i più forti si dividono il mondo in sfere di influenza senza alcuna sicurezza per i paesi, che senza la loro volontà si troveranno all’interno di queste sfere di influenza da nessuno delimitate. Ci troveremo quindi a vivere immersi nelle macerie di quell’ordine internazionale che  a fatica si stava andando a stabilizzare. Per questo  l’alternativa all’ordine non è che il disordine e questo richiama ancora una volta il ruolo dell’Ue, che se non si rafforza e si integra diventando un vero attore protagonista sulla scena internazionale sarà travolta a beneficio di chi tenta di disgregarla per passare all’unilateralismo lasciando i singoli stati europei preda dei più forti.