LA CALDA ESTATE DELLA POLITICA

di Pierluigi Castellani

Giuseppe Conte continua a terremotare il cosiddetto campo largo con le sue uscite in politica estera contrastanti con la linea finora espressa dal PD soprattutto nei confronti dell’Ucraina e certamente l’idea manifestata dal capo dei 5Stelle di affidare la scelta della politica estera su Kiev al popolo delle primarie non poteva non ricevere una secca risposta negativa dalla Schlein, anche perché la politica estera proprio per la sua delicatezza e per essere costruita su trattati internazionali da rispettare è stata saggiamente  esclusa dai nostri costituenti dalle materie che possono essere sottoposte a referendum popolari. Questa uscita di Conte rivela ancora una volta come  i 5Stelle fin dalla loro nascita siano prigionieri dell’onda populista  da cui  ,pur nella loro evidente evoluzione, non riescono a sottrarsi. Quindi si deve purtroppo constatare quanto ancora sia lungo e difficile la costruzione di un’alternativa alla destra del governo Meloni, che, come si sta costatando, si sta spostando sempre più a destra incalzata come è dal movimento del generale Vannacci  sui  temi dell’immigrazione e della sicurezza, dimenticando, soprattutto in quest’ultimo caso, che  governando da più di quattro anni non ha certamente offerto agli italiani quella maggiore sicurezza promessa in campagna elettorale. Così dobbiamo prendere atto, che in un momento in cui il nostro paese ha bisogno di una radicale svolta della politica perché si occupi dei problemi reali della gente senza distrazioni con polveroni come quello alzato dalla Meloni approfittando della difficoltà incontrata dalla Spagna per gli immigrati a  Ceuta, difficoltà poi subito ridimensionata.  In questo modo la  destra cerca di distogliere i cittadini dai problemi che li assillano veramente. Come il caro carburanti innescato dalla dissennata guerra di Trump nei confronti dell’Iran, dalla continua perdita di valore reale dei salari, già i più bassi dell’Europa, dal persistere di gravi crisi industriali come quella dell’ex Ilva di Taranto, che rischiano di lasciare la produzione del pil ai servizi ed in particolare al turismo, che purtroppo è a bassa produttività e con una dinamica salariale non proprio soddisfacente. L’Italia è un paese del G7 è non può non avere un’economia basata soprattutto sull’industria  pesante e manifatturiera. Ma il governo Meloni ha mancato di dotarsi di una vera politica industriale, che sottragga l’economia italiana ai rischi di una situazione geopolitica destabilizzante come purtroppo stiamo vivendo con il secondo mandato di Donald Trump e con l’avventurismo imperialista di Putin. In questa torrida estate tutte le forze politiche  hanno il dovere di concentrarsi con attenzione sui rischi che sta correndo l’Italia. E soprattutto le forze politiche di centrosinistra che ambiscono alla guida del paese.