LA GUERRA CONTINUA
di Pierluigi Castellani
Di certo qualche risultato c’ è stato nell’incontro tra Trump e Putin in Alaska: il reingresso di Putin sulla scena mondiale con tanto di tappeto rosso e con tutti gli onori tributatigli da Trump. Ma la speranza della tregua è risultata vana. A pensare che la tregua era l’obbiettivo vero di Trump, obbiettivo passato in secondo piano e subito dimenticato dallo stesso tycoon. Tutto questo avviene mentre l’offensiva della Russia in Ucraina continua con il suo corollario di morti e vittime civili .Forse rimane la speranza che l’iniziativa per una trattativa , che porti ad un processo di pace, è comunque iniziata. Questo è ciò che trapela dall’ottimismo di Giorgia Meloni sempre pronta ad enfatizzare quanto esce dalla fantasia di Trump, mentre i paesi del nord Europa sono afflitti da un forte pessimismo, perché Putin non ha concesso nulla e non è arretrato di un millimetro rispetto agli obbiettivi che si era prefisso con la sua aggressione all’ Ucraina. Lo zar vuole un’Ucraina demilitarizzata, l’uscita di scena di Zelensky, l’annessione di tutto il Donbass, anche la parte ancora sotto il controllo ucraino, e quindi una resa incondizionata di Kiev Se queste sono le condizioni di Putin ,e questo viene tollerato dalla società internazionale, è chiaro che per il futuro ogni pace si potrà avere solo dando ragione al più forte, e tutto il quadro internazionale uscito dal dopoguerra della prima metà del novecento va in frantumi ed anche quanto costruito come l’Onu e tutte le altre agenzie internazionali compreso il diritto internazionale fino ad ora riconosciuto. Sull’Ucraina si sta giocando una pericolosa partita, che deve essere tenuta ben presente da tutti anche da coloro che giustamente con forza invocano la pace. Se le questioni internazionali saranno definite dalla politica dei più forti la conseguenza sarà , che coloro che si sentono minacciati correranno ad alzare le loro difese con uso indiscriminato del riarmo. Il mondo non sarà più come lo abbiamo conosciuto e tutto questo avviene quando ancora non cessano le morti di Gaza e la sua sistematica distruzione. Forse Trump non potrà averla vinta on lo scaltro Putin, ma su Netanyahu potrà pur dire qualcosa ed applicare le sue vantate doti di pacificatore nel medio- oriente. Ma non vogliamo arrenderci. Continuiamo a sperare nella pace e nell’incontro avvenuto in Alaska vogliamo tenacemente vedere il bicchiere mezzo pieno.

