LA GUERRA CONTINUA
di Pierluigi Castellani
Aveva promesso che avrebbe fatto la pace in Ucraina in 48 ore, aveva promesso che non avrebbe mai mandato i soldati USA a combattere nel mondo, pretendeva il premio Nobel per la pace ed ora troviamo il mondo ancora sconvolto dall’aggressione della Russia all’Ucraina, con una tregua a Gaza che non regge, in Venezuela ancora il vecchio regime anche se addomesticato , il mondo in preda ad una crisi energetica il cui prezzo viene pagato dalle famiglie e dalle imprese soprattutto europee. Nel mondo è stato stravolto l’assetto geopolitico tanto che si può dire ,che all’ordine mondiale, scaturito dopo la seconda guerra mondiale e dopo la caduta del muro di Berlino, si è sostituito l’ordine del caos. Questo è lo scenario che ci troviamo di fronte oggi e non sappiamo quanto, dopo quattro anni , durerà la guerra in Ucraina e quando avrà termine la guerra voluta da Trump e da Netanyahu ,che ha incendiato il medio oriente. Certamente l’analisi degli eventi è molto più complessa di quella da me brevemente rappresentata, ma è evidente che i cittadini, che si trovano a vivere nella quotidianità della vita con i problemi di tutti giorni non possono non constatare, che tutto questo è coinciso con l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo inquilino. Trump non ha certamente tutte le responsabilità, ma come non osservare che il decadimento degli organismi internazionali come l’ONU, che il diffondersi dell’autoritarismo, del sovranismo, dello spregio nei confronti del diritto internazionale, dell’irrompere nella scena mondiale della politica dei più forti non abbiano avuto con Trump una certa accelerazione , tanto da far dimenticare il contributo che hanno dato a questo Putin, Xi Jinping ed altri autocrati e dittatori del mondo. Di fronte a ciò non ci si può non chiedere che cosa fa l’Europa ed il nostro paese. Purtroppo l’UE balbetta e si trova, anche dopo gli stimoli ricevuti da Draghi e Letta, sulla difficile strada della sua necessaria maggiore integrazione, che trova ostacoli nel sovranismo nazionalistico, che si annida in alcuni suoi paesi. E l’Italia si affida al pilatesco giudizio di Giorgia Meloni, che di fronte a quanto sta succedendo nel medio oriente non sa dire altro che “non condivido né condanno” nei confronti dell’intervento armato di Trump e Netanyahu. E nel frattempo i comuni cittadini debbono fare i conti con il caro benzina in attesa di un intervento del governo, annunciato ma ancora non effettuato, sulle accise dei carburanti e sul caro energia che grava sulle imprese italiane. Ci vorrebbe proprio ora una comune posizione di tutte le forze politiche dell’opposizione. Solo così si può offrire una credibile alternativa di governo al nostro paese.

