LA LEZIONE DI MATTARELLA
di Pierluigi Castellani
Non è passato inosservato il denso intervento, che il Presidente Sergio Mattarella ha tenuto ai rappresentanti della stampa in occasione della tradizionale cerimonia della consegna del ventaglio. E’ stato soprattutto una lezione politica rivolta a tutti i partiti mantenendo però quel garbo istituzionale che lo contraddistingue e che lo fa garante super partes della Costituzione. Il richiamo più forte rivolto a tutte le forze politiche è quello di abbandonare nel confronto i toni aggressivi e gridati , toni da campagna elettorale, definiti “intempestivi”, che tolgono attenzione “ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini”. Non è mancato un richiamo forte al rispetto della legge per tutti con una particolare sottolineatura al rispetto delle decisioni della magistratura. “In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini,- ha aggiunto il Capo dello Stato – i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge” . E, con evidente richiamo al caso Roggero, se invece si vuole modificare la legge adattandola caso per caso ” non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”. Ma la lezione di Mattarella si rivolge a tutto l’arco parlamentare sia quando con riferimento all’UE stigmatizza chi si oppone al cambiamento della regola dell’unanimità per un risorgente e mai abbandonato sovranismo, sia quando con forza condanna l’uso della violenza, come avvenuto in Val di Susa, per affermare la propria visione personale e minoritaria, sia richiamando tutti al dovere, senza ambiguità e con tempestività, di condannare ogni fatto di violenza, perché la violenza “è un virus letale per la democrazia ” e “aggredisce la Costituzione”. Ma sbaglierebbe chi pensa che la lezione di Mattarella sia legata solo al contingente, perché in un momento in cui si parla di legge elettorale e quando c’è già chi invoca un futuro Presidente della Repubblica espressione della destra facendo così torto ai tanti presidenti, che prima di Mattarella hanno ricoperto quel ruolo e che non erano certamente riconducibili alla sinistra, Il Capo dello Stato sente il dovere di stigmatizzare chi concepisce la figura del Presidente come garante ed espressione di una parte anziché di tutti. Questo fa pensare come nella destra ancora non si sia compreso fino in fondo il valore della Costituzione, perché ,come ha detto recentemente Gianni Cuperlo, se l’hanno letta certamente non l’hanno scritta.

