LA POLITICA SENZA ORIZZONTE
di Pierluigi Castellani
Il mondo sembra oramai appeso al filo dell’incertezza e dell’irrazionalità di cui stanno dando dimostrazione i potenti della terra. La politica dominante è quella che non ha orizzonti da scoprire ed esplorare per il bene collettivo dell’umanità. Le guerre continuano nel loro obbiettivo di devastazione, che colpisce civili inermi senza alcun rispetto dei luoghi sacri in cui donne e bambini si rifugiano per cercare un luogo sicuro, che anche la guerra dovrebbe rispettare. E’ così successo per l’unica chiesa cattolica presente nella striscia di Gaza il cui parroco, anche lui ferito, aveva un quotidiano rapporto telefonico con Papa Francesco. A questo si affianca la guerra dei dazi dichiarata al mondo da Donald Trump il cui unico effetto sembra essere quello di convogliare verso gli USA un fiume di denaro, anche e soprattutto sembra dai paesi dell’UE, per compensare, secondo la narrazione trumpiana, la depredazione degli europei nei confronti degli Stati Uniti. Tutto questo sta facendo saltare le regole del commercio internazionale stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio con la conseguenza di turbare i mercati, distruggere la propensione agli scambi, che non hanno solo effetti economici di reciproco vantaggio, ma anche sono occasioni per intrecciare rapporti interculturali positivi per il dialogo e la pace tra i popoli. Come non riandare a quello che ha rappresentato nel dopo guerra la leadership americana con il piano Marshall, la Nato, ed il rapporto sempre rispettoso e cordiale con l’Unione Europea. Certo non si possono dimenticare gli errori dell’America con la guerra in Vietnam e l’appoggio dato in Sudamerica a governi non democratici, anzi improntati a ferocia dittatura come in Cile. Ora invece l’America sembra tutt’altra cosa. Un paese isolazionista, piegato ai suoi interessi, freddo nei confronti degli storici alleati, e tutto teso a ripristinare i dettami di una politica di potenza, che la storia sembrava aver archiviato e che invece viene anche riesumata dalla Russia di Putin. La verità è che la politica di oggi ha smarrito il suo dovere di disegnare ed indicare orizzonti da perseguire. E’ tutto schiacciato sull’immediato senza alcuna considerazione per il futuro delle nuove generazioni e la democrazia sembra ridotta all’esercizio formalistico delle elezioni, che diventano poco più di un effimero sondaggio, tanto che l’astensionismo è oramai ai livelli record di oltre il 50%. Come reagiscono a tutto questo le nuove generazioni. Sembrano consapevoli dell’incertezza che le circonda e senza riuscire ad immaginare e perseguire obbiettivi di alto livello per il loro futuro. Sintomo di tutto questo è sicuramente anche quanto sta avvenendo con gli esami di maturità nel nostro paese. Giovani preparati, con un curriculum scolastico di tutto rispetto, che poi all’orale fanno scena muta quasi a dire che non tengono al formalismo di un esame, che ignora quanto invece ritengono debba essere compreso della loro vita e della vera maturazione della loro personalità. Questo è uno degli ultimi sintomi del malessere, che pervade le nuove generazioni. La politica, se vuole salvare se stessa e la democrazia, deve porsi la questione profonda di offrire valori ed ideali da perseguire per il bene di tutti. Sembra quasi ridondante e superfluo ricordare quanto disse De Gasperi a suo tempo: ” Il politico pensa al prossimo appuntamento elettorale, lo statista alle nuove generazioni”.

