L’AUTUNNO DELLA POLITICA

di Pierluigi Castellani

Mentre negli USA Donald Trump distrugge a colpi di piccone la democrazia americana in Italia la ripresa autunnale della politica si sta caratterizzando per il riaccendersi di quei toni aggressivi , che sono propri della oramai  perenne campagna elettorale in cui viviamo. Giorgia Meloni non ha mancato di servizi dell’uccisione efferata di Charlie Kirk, il giovane influencer e propagandista della destra americana, che raccogliendo intorno a lui migliaia di giovani è stato determinante per la vittoria di Trump. Ha  alzato i toni evocando un delitto nei confronti di un giovane di destra nel periodo degli anni di piombo e delle Brn per infiammare i giovani del suo partito ed ha additato la sinistra come colpevole di questo clima di violenza  nella logica del nemico da evocare e non parlando mai al paese ma solo ai suoi in una perenne chiamata alle armi contro il pericolo che incombe. Oramai è questo il suo stile: si sottrae al confronto sui veri problemi del paese per scagliarsi contro il nemico di turno . E’ poi indubbio che l’assassinio di Kirk si inquadra in quella violenza  , che insanguina ed ha insanguinato la politica americana dai tempi dell’assassinio di Abramo Lincoln. Anche recentemente negli Stati Uniti c’è stato l’assassinio di una parlamentare democratica e di suo marito senza  che questo fatto destasse tanta attenzione. Ma è chiaro che l’uccisione di Kirk è nata anche nel clima di quella libera diffusione delle armi, che nell’ America è oramai una piaga , che nessuno ha interesse ad affrontare seriamente. Così è stato possibile a Trump ed ai suoi di fare di Kirk un vessillo   per enfatizzare la campagna , che il tycoon sta conducendo contro gli avversari e contro ogni minimo segno di dissenso. Ed è bene notare come proprio servendosi del richiamo all’omicidio del giovane influencer usa che Salvini ha fatto della Pontida di questo anno un richiamo alle armi dei leghisti, oramai per la verità sempre di meno sul pratone dell’amena località lombarda, ma sempre più motivati a destra con il contributo del generale Vannacci, che ha continuato a sfoderare il suo consueto repertorio contro la presunta islamizzazione dell’Italia e contro gli immigrati, che sarebbero tutti stupratori e delinquenti. Questa oramai è la Lega di Salvini, una punta di diamante nella galassia europea di estrema destra, che va da Marine Le Pin, a Vox , all’Ungheria di Orban. Bisognerebbe infatti che qualcuno nell’opposizione cominciasse a pensare a come ricoprire lo  spazio al nord oramai lasciato scoperto da Salvini con solo qualche mugugno della vecchia guardia leghista. Occorre ripensare da parte dell’opposizione ad una politica per il nord Italia con le sue partite iva, con i tanti imprenditori che guardano all’Europa con cui le imprese italiane sono sempre più integrate ed ai problemi strutturali e di comunicazione che il nord Italia ha. Insomma  se anche la vecchia guardia leghista si vuole ridurre alla battaglia per il Ponte di Messina, che sembra oramai il principale interesse di Salvini con le sue intemperanze anti UE e le sue simpatie putiniane occorre che anche l’opposizione ne prenda atto ed agisca di conseguenza. E per tutti i partiti rimane il dovere di ricondurre il confronto politico nei binari della democrazia e del rispetto degli avversari. Bandire il sentimento di odio da ogni manifestazione politica dovrebbe essere il primo obbiettivo per ogni forza politica italiana.