LE DUE ITALIE
di Pierluigi Castellani
Ci sono due Italie divergenti e spesso contrapposte, che vengono presentate all’opinione pubblica italiana sempre più disorientata. C’è la narrazione tranquillizzante ed edulcorata con toni enfatici e trionfalistici, che quotidianamente Giorgia Meloni ci ammannisce sui media facendo di questi un uso spregiudicato e senza timore di essere contraddetta, perché evita accuratamente di affrontare la stampa in incontri con contraddittorio e con libertà di domande, e c’è l’Italia che emerge dall’ultimo rapporto Censis, un paese che ha perso la voglia di futuro e che appunto galleggia cercando comunque di sopravvivere. Questa visione dell’Italia è confermata poi dal disagio sociale che quotidianamente emerge per gli scarsi salari e la precarietà del lavoro, con il vistoso calo della produzione industriale ed il raffreddamento della crescita del Pil. A questo va aggiunto che nel nostro paese è vistosamente aumentata la povertà. Si parla di 5 milioni e 7oomila italiani che vivono in povertà assoluta, abbandonati a sé stessi e che sopravvivono per l’aiuto di organizzazioni di volontariato e della Caritas. Meloni si fa forte dei dati Istat che certificano l’aumento degli occupati e la diminuzione della disoccupazione , ma tace sul fatto che è aumentata fortemente la cassa integrazione e che sono diminuite le ore lavorate e che interi settori industriali come l’automotive e il manifatturiero soffrono per la diminuzione dei consumi dovuta certamente anche da motivi extra nazionali, ma anche, se non soprattutto, dai bassi salari, che limitano la capacità di spesa delle famiglie. Tutto questo avviene mentre in parlamento si sta discutendo una legge di bilancio, che rende tutti scontenti dai sindacati alla Confindustria. Una legge di bilancio 2025 senza visione del futuro, senza una politica industriale degna di questo nome con qualche mancetta agli amici della destra e con una dichiarata volontà a non fare un seria politica di lotta all’evasione fiscale come le recenti dimissioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini hanno clamorosamente denunciato. La destra continua a dimostrare di non avere vero senso delle istituzioni e dello stato strizzando sempre l’occhio agli evasori con i continui condoni ed arrivando addirittura a condonare le contravvenzioni inflitte ai no Vax. Il cittadino onesto che paga le tasse, che rispetta le leggi , che paga le contravvenzioni, che sa che il proprio comportamento diligente nel vaccinarsi è un dovere per la salute di tutti, che deve pensare di questa politica? Sorge per questo sempre più evidente la necessità della nascita di un’alternativa a questo modo di governare, ma le continue scaramucce tra PD e i 5Stelle, la divisione del mondo sindacale, la frantumazione del cosiddetto centro sembrano essere un grave intralcio su questa strada. Tutti si debbono far carico di questo problema per dar senso alla stessa politica da cui purtroppo gli elettori si stanno sempre più allontanando.

