LEONE XIV E DONAL TRUMP
di Pierluigi Castellani
L’attacco inusuale ed insultante che il Presidente USA ha fatto contro colui che siede sulla cattedra di San Pietro ha indignato i cattolici ed i cristiani di tutto il mondo. Trump è andato anche oltre ogni limite quando ha detto che Leone sarebbe stato eletto Papa solo perché c’è lui alla Casa Bianca, arrogandosi così la funzione se non il titolo dello Spirito Santo. C’è chi ha parlato giustamente di blasfemia, chi addirittura di deficit cognitivo se non di malattia per questa ultima inaspettata uscita di Trump, ma forse è più giusto attribuire al debordante e delirante egocentrismo del personaggio quanto accaduto. La misurata e dignitosa risposta del Pontefice sta a dimostrar la distanza abissale esistente tra i due personaggi, ma sta anche a rilevare come venga concepito l’uso del potere da parte dell’inquilino della Casa Bianca. Un uso del potere senza limite se non quello che egli stesso si arroga di valutare in base alla sua personale concezione della politica e dell’uso della forza. E gli effetti di questo sono di fronte ai nostri occhi: il non rispetto del diritto internazionale che gli stessi paesi del mondo si sono dati negli organismi multilaterali creatisi dal dopoguerra in poi, il dispregio dei diritti umani nei confronti delle persone innocenti, i rapporti internazionali gestiti in funzione della forza di cui si dispone, il mancato rispetto anche delle alleanze che liberamente gli stati si sono date, lo sconvolgimento di quello, che una volta chiamavamo l’ordine mondiale, sostituito ora dal caos mondiale gestito solo dalle superpotenze secondo le proprie convenienze e la guerra tornata improvvisamente all’orizzonte di questo terzo millennio. In questo scenario che cosa dovrebbe fare il Sommo Pontefice se non richiamare a tutti il dovere della pace perché nella guerra non c’è salvezza per nessuno. C’è anche da chiedersi se a questo punto gli americani hanno preso coscienza di cosa hanno fatto votando Trump per concedergli il secondo mandato? Hanno ben compreso gli elettori americani a chi hanno affidato la guida della nazione più ricca e potente del mondo? Hanno compreso a quale personaggio hanno affidato la guida del paese, che una volta era la guida dell’Occidente? Ma c’è qui anche una questione, che coinvolge il rapporto tra religione e politica e che va ben oltre a quanto accaduto in questi giorni. E’ infatti diffuso, anche a volte tra i cristiani, considerare la religione al servizio del potere e quindi pensare che la religione debba benedire quanto serve al potere per conservarsi ed accrescersi. Certo la penseranno così quei religiosi evangelici che affollavano lo studio ovale e benedivano la politica di Trump, ma non certo tutti quelli che leggono il Vangelo ” sine glossa” come direbbe San francesco e che leggono e meditano con attenzione il brano sulle beatitudini. Dovrebbe essere lo stesso Vangelo, che leggiamo tutti e che viene illustrato nelle omelie di tutto il mondo. Ed è il Vangelo che predica Papa Leone con chiarezza e senza paura a tutti i potenti del mondo. Chi invece ha un Vangelo a suo uso e consumo prima o poi , senza dimenticare che dovremmo pregare per lui, sarà risucchiato nel vortice della storia.

