LEONE XIV E L’EUROPA
di Pierluigi Castellani
Mentre la politica italiana è impegnata nel commentare i risultati delle suppletive in Calabria con un test elettorale di scarso significato, tenuto conto che meno del 23% degli elettori si è recato alle urne, solo Papa Leone con il suo viaggio apostolico in Francia ha cercato di dare un orizzonte di pace e speranza ad un mondo dilaniato da divisioni e guerre. Soprattutto la sua visita a Metz, città di Robert Schuman, non solo ha fatto il controcanto alla narrazione negativa e divisiva di Trump e Putin, ma ha indicato il terreno su cui si può coltivare il superamento delle politiche di potenza e di negazione del multilateralismo, che oggi affliggono la politica internazionale. E questo terreno, lo ha detto chiaramente il Pontefice, è l’Europa con quello che ha significato per costruire il ripudio della guerra tra paesi , che si sono combattuti aspramente durante le due guerre mondiali, che il novecento ha conosciuto. Il Papa non solo ha voluto dare una lezione di geopolitica, ma l’ha sfrondata di tutte le pericolose sovrastrutture ideologiche, che rischiano di dare alimento al sovranismo ed a un’aspra guerra identitaria. Leone ha condannato con forza l’uso strumentale della religione da parte dell’ultradestra sottolineando che :” si assiste ad una certa combinazione di questi punti di vista di estrema destra con un particolare tipo di religione che non solo a mio avviso, ma anche secondo quanto affermato dai leader della Chiesa cattolica e di quella protestante in Germania non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo”. Queste chiarissime parole dovrebbero risuonare nelle orecchie di chi si presentava ai comizi con il rosario in mano e di chi fa della religione non già una ragione coerente di vita ma solo un puntello per affermare una spregiudicata identità. Nelle parole del Papa c’è un monito per l’Europa quello di fare dei valori cristiani il fondamento delle sue origini. Rifiuto della guerra, solidarietà tra i popoli, giustizia sociale, che sono le pietre su cui si basa l’Europa debbono sopravvivere ad ogni turbolenza ed indicare l’Europa come un esempio valido di quel multilateralismo, che nel quadro geopolitico di oggi è messo pericolosamente in crisi. E contro il riemergere dei nazionalismi l’Europa deve farsi strada tra i giovani perché possa anche scaldare i loro cuori ed indicare il percorso per il loro futuro. L’UE è nata da statisti, che nel dopoguerra seppero sognare e dare concretezza a quel sogno. Solo così si può costruire quella identità europea ,che i risorgenti sovranismi vogliono negare.

