Parte la mappatura delle emissioni nella Conca ternana: campionamenti anche dentro l’acciaieria

Produrrà una mappatura spaziale ad alta risoluzione delle emissioni nella Conca ternana, in particolare nell’area delle acciaierie, un progetto avviato con i primi campionamenti e che vede la collaborazione tra Regione Umbria, Arpa e Università La Sapienza di Roma. Lo studio scientifico, presentato a Terni, è incentrato sull’analisi di micro-elementi ed elementi in traccia nel particolato atmosferico (PM10) nonché del loro potenziale ossidativo. Per l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, “siamo di fronte ad uno dei primi risultati concreti dell’Accordo di Programma Arvedi-Ast, basato su un approccio totalmente scientifico”. Entro un anno e mezzo, assicura De Luca, si avrà l’intera fotografia della situazione, sia in termini di emissioni che di potenziale “impatto per la salute dei cittadini”. De Luca sottolinea che “dopo decenni cambia il paradigma e Terni è pronta ad avviare il percorso di risanamento e rigenerazione ambientale, garantendo la continuità produttiva e l’occupazione. Tutto ciò ci consentirà di individuare le potenziali criticità e di risolverle con azioni concrete”. Il professor Lorenzo Massimi del Dipartimento di biologia ambientale  della Sapienza e responsabile scientifico dell’accordo, ha spiegato che il monitoraggio avverrà “con campionamenti di particolato atmosferico su dieci siti outdoor, selezionati sulla base dello studio preliminare fatto nel 2016, e all’interno dell’acciaieria stessa su venti-venticinque postazioni con campionamenti a basso flusso. Le analisi – ha aggiunto – individueranno i principali processi emissivi sia di particolato che di elementi potenzialmente tossici, come il nichel e non solo, valutando anche la dispersione delle polveri e degli elementi dell’area dell’acciaieria verso l’ambiente esterno”. Il direttore di Arpa Umbria, Alfonso Morelli, ha sostenuto che “siamo di fronte ad un approfondimento scientifico di alto livello, basato sulla collaborazione fra istituzioni, mondo della formazione, città e imprese”. Per il responsabile relazioni esterne di Arvedi-Ast, Giovanni Scordo, “l’indagine può fornire indicazioni utili e rafforzare la conoscenza della qualità dell’aria nel territorio, su cui da anni azienda e istituzioni collaborano in modo fattivo. Da parte nostra, collaboreremo pienamente”.