Perugia, anziani morti a seguito del Covid: badante indagata per omicidio colposo. Per i periti difficile ipotizzare nesso causale
Una badante ecuadoriana di 66 anni è indagata per omicidio colposo per la morte, a seguito del Covid, di due anziani (ultraottantenni), marito e moglie, deceduti nel 2021 dopo essere stati ricoverati in ospedale per il Covid. Lo riporta “La Nazione” di oggi. A parere dei familiari la badante li avrebbe contagiati. Infatti, si era sottoposta al tampone molecolare il 29 gennaio 2021, il cui responso – positivo – è arrivato il giorno dopo. Piuttosto che aspettare il risultato del test la badante è ritornata subito a casa dei due anziani contagiandoli. Per l’accusa c’è stata ” una colpa consistita in imprudenza e nella violazione delle prescrizioni impartite dalle autorità sanitarie nel corso dell’emergenza epidemiologica da Covid 19″. In poche parole, la Procura della Repubblica di Perugia contesta alla badante di essersi recata nell’abitazione dei due anziani “benché avesse avuto un contatto con un familiare positivo al coronavirus e avesse proceduto ad effettuare un tampone molecolare senza attendere in quarantena il relativo esito”. Un comportamento, quindi, che ha “cagionato la morte” dei due anziani e ha “contagiato” la figlia incontrata all’interno della casa”. I periti nominati dal Gip del Tribunale di Perugia hanno però escluso che si possa individuare con certezza un nesso tra la positività al Covid della badante e il contagio dei due anziani da lei assistiti, e poi morti in seguito al virus. Il procedimento da parte dell’Autorità giudiziaria è stato aperto in seguito a una denuncia dei famigliari degli anziani. La Procura ha quindi chiesto e ottenuto l’incidente probatorio per una perizia medico-legale. I periti del Gip hanno comunque valutato “troppa elevata” la carica virale nell’anziano, il primo a contagiarsi, per poter ricondurre l’infezione al contatto con la badante. E quindi di non poter escludere un contagio in seguito a un contatto con un positivo asintomatico. La vicenda è stata affrontata nell’aula del Tribunale di Perugia, davanti al Gip Valerio D’Andria. Presenti il medico legale Anna Maria Verdelli e l’infettivologo Daniele Rosignoli. Due le questioni principali da chiarire: ricostruire la catena di contagio e stabilire il nesso causale. Alla fine dell’udienza il Gip ha rimandato gli atti alla Procura della Repubblica che dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio della badante per omicidio colposo o altro oppure decidere di archiviare il procedimento a carico della badante.

