PROPOSTE DI SQUINZI NON PRATICABILI E PERICOLOSE

Mario Rojch/Squinzi è l’attuale Presidente della Confindustria, della squadra di calcio Sassuolo, nonché della Mapei, industria primaria nella produzione di materiali chimici per l’edilizia.E’ un uomo di successo, ma analogo giudizio positivo deve ancora meritarselo per saggezza, stabilità di decisioni, chiarezza di proposte per le politiche industriali. Un chiarimento necessario, alla luce di alcuni precedenti.
In campo sportivo è noto per aver improvvisamente sciolto la squadra di campioni, nota come Mapei dal nome dello sponsor. Si giustificò, a posteriori, dicendo che nel ciclismo c’era troppo doping. Mise allegramente sulla strada decine di campioni e di aspiranti. A fine gennaio è stato protagonista di una rivoluzione totale nella sua squadra di pallone, cambiando 8/10 dei titolari (vendendo e acquistando) e sloggiando uno dei più bravi allenatori italiani, quel Eusebio Di Francesco, indicato come campione fino a Natale, proprio da Giorgio Squinzi. Non era all’altezza del compito, ha detto il Presidentissimo. Ma come avrebbe potuto far meglio se gli 8/10 dei calciatori da lui affidati all’allenatore erano brocchi patentati?
Problemi suoi. Invece, è un problema nostro il nuovo corso che sta dando alle posizioni confindustriali nel rapporto con il Governo, soprattutto perché, volente o nolente, sta incrementando il pressing del Movimento Cinque Stelle, dei Forconi e di giornalisti irresponsabili sul Presidente della Repubblica, per ottenere elezioni subito. Senza rendersi conto che ciò può sfociare in un esito imprevedibile, le dimissioni del Presidente della Repubblica, con tutto ciò che ne consegue. E’ comunque sgradevole l’immagine che deriva da una affermazione di Squinzi. Ha detto di voler attendere Letta all’assemblea nazionale degli industriali “con una bisaccia piena”, paventando, altrimenti, un non meglio precisato appello a Giorgio Napolitano. Cosa dovrebbe contenere questa bisaccia? Ho provato a mettere in fila le attese del Presidente confindustriale. A parte Il consueto bla bla, c’è una sola proposta concreta e riguarda la finanza pubblica. Squinzi, così come la Camusso, vuole aumentare le detrazioni fiscali sul costo del lavoro, non di un miliardo, come già stabilito, ma di un considerevole multiplo di questa cifra, naturalmente “Subito”. Dove trovare questi denari? Squinzi afferma di non credere che l’attività di spending review possa portare risorse aggiuntive per questo scopo (come ha promesso di fare gradualmente il Presidente Letta). Se questo fosse vero (ma non è la mia opinione), resterebbero soltanto due vie per dargli soddisfazione: spostare il prelievo fiscale su altri settori, ed in prima fila c’è naturalmente la proprietà edilizia; oppure infrangere gli accordi europei, facendo aumentare vertiginosamente il debito pubblico. Se la Confindustria vuole fare politica generale, ci deve dire chiaramente cosa intende fare, assumendosi tutte le responsabilità per l’oggi e per il domani/montagnerusse

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