UN NATALE DI PACE E DI GUERRA
di Pierluigi Castellani
Ancora un Natale sfigurato ed infiammato dalla guerra. E non c’è solo la guerra in Ucraina dove continuano a piovere droni e missili, che spargono sangue e fanno vittime innocenti; c’è anche la fragile tregua di Gaza dove ancora si infrange quel patto sottoscritto da tanti paesi a Sharm el-Sheikh e dove pioggia e freddo incombono sulle tendopoli degli sfollati causando vittime soprattutto tra i bambi inermi. Ma anche in altre situazioni, come nel Sudan, si registrano sofferenze e vittime senza contare la perenne instabilità del Libano e della Siria. Papa Leone invoca con sempre più forza una pace disarmata e disarmante, ma il mondo non sembra raccogliere il suo appello e l’ Europa si interroga sulla necessità di apprestare una valida deterrenza nei confronti della Russia di Putin,. Questo spinge al riarmo e quindi all’aumento della spesa militare anche se ciò non comporterebbe necessariamente accrescere il potenziale degli arsenali , perché è ormai noto che la cosiddetta guerra ibrida comporta più tecnologia informatica che fucili. Oramai siamo al quarto anno del conflitto in Ucraina e Putin non accetta neppure una tregua natalizia continuando ad avanzare nel Donbass per raggiungere l’obbiettivo di annettersi almeno il 20% dell’Ucraina. Per questo fa un po’ sorridere chi avventatamente sostiene che Putin parlerebbe di pace mentre l’ Europa parla solo di guerra. La situazione è molto difficile per l’Ucraina e per Zelensky, che Putin considera non legittimato, per il rinvio delle elezioni causato dalla guerra, a rappresentare il proprio paese e che l’ambiguità di Donald Trump sembra a volte di volere lasciare al proprio destino. Da notare che l’ osservazione sulla non legittimità del presidente ucraino giunge da chi è stato eletto senza veri potenziali avversari. In questa situazione di pesante incertezza il mondo cristiano si accinge a celebrare il Natale, che diffonde un messaggio di pace e di speranza a tutto il mondo. Come di consueto le nostre città e le nostre strade brillano di fantasmagoriche luci e c’è la corsa a scambiarsi regali. La macchina del consumismo è infatti sempre in attività e gira velocemente mentre soprattutto questo Natale dovrebbe spingere al raccoglimento ed alla preghiera, perché solo così si può rispondere positivamente all’appello del Papa ad una pace disarmante, che deve in primo luogo disarmare i cuori di tutti. Solo con la conversione alla pace dell’umanità intera si può raggiungere una vera pace. La pace, ci dice Leone XIV, deve abitare nei nostri cuori prima che si realizzi tra le nazioni di tutta la terra. E’ con questo pensiero, che cogliamo l’occasione di fare tanti auguri di buon Natale a tutti gli amici di Umbria Domani.

