Imprese attive e densità imprenditoriale: in Umbria 9,1 aziende ogni 100 abitanti. La “top ten” dei comuni umbri, Todi in testa
Nel 2025 l’Umbria conferma una densità imprenditoriale nettamente superiore alla media nazionale. In regione si contano 9,1 imprese ogni 100 abitanti, contro 8,5 della media italiana. Un risultato che conferma una vocazione imprenditoriale umbra assai diffusa, anche se non in maniera esorbitante. Si tratta di un tratto strutturale del sistema economico regionale, che attraversa dimensioni territoriali diverse. A delineare il quadro è la Camera di Commercio dell’Umbria. Nella fascia più rilevante – quella dei comuni con almeno 10mila abitanti, dove si concentra la parte più consistente della popolazione e dove anche la dimensione media (numero di addetti per azienda) è più elevata – lo scettro dell’imprenditorialità quest’anno va ancora a Todi con 12 imprese attive ogni 100 abitanti. Un dato che lo pone nettamente davanti a Castiglione del Lago (10,4), Assisi e Orvieto (entrambi con 10,1). Completano la “top ten” Bastia Umbra (9,9), Gubbio e Città di Castello (9,8), seguita da Gualdo Tadino, Marsciano (entrambe con 10,6) e Umbertide (9). In coda alla graduatoria si collocano San Giustino (6,9 imprese ogni 100 abitanti), Amelia (7,9), Magione (8), Terni e Corciano (8,2). Tra i Comuni sopra i 10.000 abitanti Spoleto presenta 8,8 imprese ogni 100 abitanti, Foligno 8,6 e Narni 8,3. Perugia, capoluogo regionale, tra i 19 comuni oltre i 10.000 abitanti si colloca al 13esimo posto, con 8,6 imprese attive ogni 100 abitanti. Il confronto è definito eloquente: tra Todi e San Giustino, ossia tra il primo e l’ultimo comune umbro sopra i 10.000 abitanti per numero di imprese ogni 100 abitanti sfiora il 74%. In altre parole, a Todi la propensione a fare impresa è del 73,9% più alta rispetto al comune fanalino di coda. Tra i due capoluoghi di provincia, invece, Perugia mostra una vocazione imprenditoriale solo del 4,9% superiore a Terni, molto meno di quanto l’immaginario collettivo potrebbe far pensare. Comuni tra i 5.000 e 10.000 abitanti: Gualdo Cattaneo conferma il primato. Nella fascia intermedia si registra nel 2025 il sorpasso di Montefalco (13,3 imprese attive ogni 100 abitanti) su Gualdo Cattaneo (12), che fino al 2014 ha detenuto lo scettro dell’imprenditorialità tra i municipi 5-10 mila residenti, anche se già nel 2024 Montefalco appariva in crescita e a una spanna da Gualdo Cattaneo. Alle loro spalle Nocera Umbra (9,9), Trevi e Panicale (9,9), Spello (9,4). In fondo alla classifica Passignano sul Trasimeno (7,8) e Città della Pieve (8,5), Deruta ha 9,2 imprese attive ogni 100 abitanti e Torgiano 8,6. Novità dello “Scettro” di quest’anno è la graduatoria dedicata ai comuni tra 2mila e 5mila abitanti. In questa fascia “lo scettro dell’imprenditorialità” va a Norcia, che con 15,1 imprese ogni 100 abitanti mostra una densità imprenditoriale molto elevata, tanto da essere il comune umbro con il maggior numero di aziende attive ogni 100 abitanti. Seguono Massa Martana (13,2), Cascia (12,3), Giano dell’Umbria (12,1), Collazzone e Valfabbrica (entrambe 11,8). In coda quattro comuni del Ternano con Attigliano (6), San Gemini (6,7), Stroncone (7,6), Castel Viscardo (7,9) e uno del Perugino (Sigillo 12,6).

