La rabbia dei pendolari umbri sulla tratta Roma-Terni: bloccati a Termini per ore. Tensioni a Tiburtina, costretti a spese extra
Si dicono “esasperati” dopo i nuovi disservizi dell’11 aprile sulla tratta ferroviaria Roma-Terni, gli utenti riuniti nel Comitato spontaneo “Vita da pendolari in Umbria”, che ricordano la situazione “altrettanto grave” che si era verificata il primo dicembre 2025. Nell’ultimo fine settimana erano stati annunciati disagi per chi doveva viaggiare in treno tra Toscana e Lazio, con la sospensione, sabato 11 e domenica 12 aprile, della circolazione ferroviaria sulla linea Firenze-Roma per consentire importanti lavori di ammodernamento tecnologico. ” A fronte di una comunicazione iniziale – scrive oggi il comitato umbro – che parlava di alcune soppressioni e servizi sostitutivi, la realtà è stata ben diversa: un blocco di fatto totale del servizio pubblico ferroviario, senza soluzioni concrete e senza un minimo di coordinamento. Presso la stazione Roma Termini, persone sono rimaste abbandonate per ore, alcune fin dalla tarda mattinata, senza informazioni chiare né assistenza”. I pendolari umbri ricordano che l’unica alternativa per molti è stata un autobus previsto alle 23.00, “partito in ritardo e gestito in modo approssimativo, oltre a non aver garantito il servizio a tutti gli utenti bisognosi”. La situazione è degenerata ulteriormente a Roma Tiburtina, dove si sono verificati momenti di tensione tra passeggeri esasperati e personale che non ha saputo o non è stato messo nelle condizioni di gestire la situazione di caos che ovviamente si è creata. “Pendolari diretti ad Orte – spiega ancora il comitato umbro – si sono visti negare il diritto di rientrare a casa, invitati addirittura a scendere dai mezzi sostitutivi perché la loro destinazione non era prevista”. Solo dopo proteste e l’intervento delle forze dell’ordine, e dopo oltre un’ora di attesa, è stata concessa una soluzione improvvisata. “Ancora più grave – raccontano – è quanto riferito da diversi utenti: l’invito, presso i punti informativi, ad acquistare un nuovo biglietto per poter salire sugli autobus, nonostante il possesso di un regolare abbonamento. Lavoratori, tra cui personale sanitario in servizio anche nei weekend, sono stati costretti a rientrare a casa a notte fonda, anche oltre l’1.40, dopo ore di attesa, stress e totale assenza di supporto. Tante altre persone si sono organizzate con taxi dividendo le spese, tanti sono stati costretti a pernottare a Roma. Questa non è un’emergenza: è un sistema che non funziona”.

