Ancora una condanna per insulti sul web a circolo Lgbtqia+ di Perugia

Si è chiuso l’ultimo dei nove procedimenti penali per dei commenti di odio ricevuti dal circolo Omphalos sui social nel 2019 a seguito di un posto su Facebook che ricordava il Perugia Pride. La sentenza pronunciata dal Tribunale di Perugia il 26 febbraio scorso ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per diffamazione aggravata ai danni delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti Lgbtia+ . Nel procedimento si sono costituite parte civile Omphalos, rappresentata e difesa dall’avvocata Elena Bistocchi, e Rete Lenford-avvocatura per i diritti Lgbti, con l’avvocata Saschia Soli. “Al rogo”, “ve ce vorrebbe il fascismo almeno lo provate”, “merce da termovalorizzatore”, “radere al suolo per il bene dei normali”, “se comandavo io eravate tutte saponette” alcuni degli insulti e delle minacce ricevute. Dopo la denuncia dell’associazione e le indagini della Polizia Postale, il Pubblico Ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, quasi tutte residenti tra Perugia e Terni, contestando i reati di minacce, istigazione alla violenza, diffamazione e apologia di fascismo. Tra i riti alternativi e trasferimenti in altro territorio di alcuni procedimenti, cinque delle nove persone rinviate a giudizio avevano ottenuto la messa alla prova, con preventivo accordo all’invio di una lettera di scuse e al versamento di un risarcimento ad Amphalos. L’ultimo procedimento si è chiuso invece con la pronuncia del Tribunale di Perugia e la condanna dell’imputato alla pena pecuniaria prevista e il riconoscimento del risarcimento del danno in favore delle parti civili. “La sentenza rappresenta un importante riconoscimento del ruolo svolto da Omphalos e da Rete Lenford nella difesa dei diritti e della dignità delle persone. Ribadisce inoltre che gli attacchi diffamatori e discriminatori rivolti a chi opera per l’uguaglianza non possono essere tollerati nè minimizzati” afferma l’associazione Omphalos. L’associazione con il proprio gruppo legale, ha già presentato nuove denunce “per altri commenti di odio, sempre ricevuti via social, in occasione di iniziative e campagne”.