Avvocati intercettati nel carcere di Capanne, ministro Nordio: “Non ci fermiamo, andremo avanti fino in fondo”

“Non intendiamo minimamente fermarci, andremo avanti fino in fondo, nei limiti delle nostre competenze, per quanto riguarda la ricostruzione della verità su questa captazione dei colloqui tra difensori e assistiti, che costituirebbe un sacrilegio. E non suggeriremmo una distruzione di questo prodotto illegale, l’illegalità non va coperta ma va eventualmente sanzionata”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso il carcere di Capanne di Perugia. Nordio ha spiegato che il colloquio “tra un indagato e il suo difensore riveste un carattere sacrale come quella del confessore e del penitente”. Dunque “una sua captazione colposa sarebbe dal punto di vista religioso quantomeno un peccato mortale. Se fosse dolosa, cioè fatta volontariamente, sarebbe un sacrilegio”. Inoltre ” se noi ammettessimo che possa essere intercettata la conversazione tra l’indagato e il suo difensore, ovviamente non indagato, noi avremo una retrocessione della civiltà giuridica che ci riporterebbe i tempi più bui del più oscuro medioevo”. Il ministro ha spiegato che da quanto finora parzialmente acquisito emergono “elementi che delineano un quadro preciso”. le intercettazione, ha aggiunto, sono state autorizzate nell’ambito di un procedimento penale riguardante una avvocatessa perugina indagata per grave ipotesi di reato. L’autorizzazione concerneva in particolare i colloqui tra l’indagata e un detenuto assistito presso il carcere di Capanne di Perugia. “La documentazione che ci è stata trasmessa – prosegue Nordio – evidenzia la difficoltà allo stato di determinare con precisione il numero effettivo dei colloqui diversi da quelli autorizzati e eventualmente registrati”. Nordio riferisce ” che da altri elementi conoscitivi è emerso che, in fase esecutiva, l’istituto disponeva di quattro sale destinate ai colloqui tra detenuti e difensori e poiché non era possibile individuare preventivamente quella che sarebbe stata utilizzata per il colloquio oggetto dell’attività investigativa autorizzata, le captazioni sono state predisposte in tutte e quattro le sale e qui bisogna essere chiari”. Inoltre “se tra l’altro, come appare in questi giorni, si vuole attuare la distruzione immediata di quegli atti”, ciò sarebbe “quantomeno prematuro” perché si tratta di atti “strettamente suscettibili in futuro di una differente valutazione in altre sedi”.