Caos e aggressioni nelle carceri di Terni e Perugia: agente finisce al pronto soccorso
Le carceri sono ormai una polveriera che rischia di esplodere. A Terni, un detenuto ha tentato di ferire al collo un agente con un coltello rudimentale, sferrando poi due pugni all’occhio a un altro agente intervenuto in aiuto del collega. Avrebbe tentato anche di aggredire un ispettore di sorveglianza. A raccontare l’ennesimo episodio di violenza è il sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) in una nota del segretario nazionale per l’Umbria Fabrizio Bonino. L’autore della violenta aggressione sarebbe un detenuto di origini campane di 46 anni “con problemi psichiatrici e già tristemente noto per precedenti aggressioni al personale”. L’agente colpito a pugni all’occhio è stato trasportato dai sanitari del 118 al Pronto soccorso del Santa Maria di Terni. “Il carcere di Terni – spiega Bonino – è ormai una polveriera: con circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di meno di 450 posti, un organico ridotto all’osso e un numero crescente di detenuti con gravi fragilità psichiche”. Tensione anche nel carcere di Capanne a Perugia dove tre detenuti avrebbero messo a rischio la sicurezza ostacolando un provvedimento disciplinare nei confronti di un detenuto trovato con un punteruolo. Nei confronti dei tre si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza e interruzione di pubblico servizio.

