Caso tamponi, vespaio di polemiche per la vicenda del Perugia calcio. Interrogazione in regione.

Impossibile o molto difficile a crederci, una storia inverosimile quella dei tamponi effettuati ai giocatori del Perugia. Molti sono increduli, altri la ritengono una cosa inammissibile e assai strana. Certo è che da qualche ora divampano le polemiche, discussioni vivaci e diatribe nei luoghi più frequentati dagli appassionati di calcio e non solo. Il Perugia calcio ha comunicato, sul sito biancorosso, che si è “trattato di un errore di laboratorio nella prima tornata di tamponi effettuati (lunedì scorso, ndr) ” e che dai tamponi eseguiti dalla Asl1 non emergono casi positivi fra i tesserati della società. Un ribaltone vero e proprio, con la struttura pubblica che smentisce totalmente quella privata. Una storia che finirà anche sui banchi del Consiglio regionale dell’Umbria , con una interrogazione presentata da Simona Meloni del Pd. Nel frattempo la Regione avrebbe chiesto al Laboratorio perugino che lunedì scorso ha effettuato i tamponi ai giocatori , spiegazioni su quanto è avvenuto e le procedure seguite. Naturalmente il Laboratorio in questione era stato autorizzato proprio dalla Regione dell’Umbria ad eseguire i test per la ricerca del virus dopo aver rispettato le procedure previste dalla normativa e il superamento di una prova di validità: 15 tamponi vengono ritirati dalla struttura pubblica e analizzati da quella privata. Se il risultato è lo stesso significa che il laboratorio privato è nelle condizioni di poter fare i tamponi. I primi ad essere increduli sono gli stessi titolari del laboratorio  privato consapevoli della delicata situazione che si è venuta a creare. L’Asl 1 – che da subito ha avuto perplessità sugli esiti usciti fuori – ha cercato di porre immediato riparo ma è stata costretta a mettere in quarantena una quantità enorme di persone: gli atleti e addetti del Perugia calcio, familiari e amici degli atleti, dipendenti e staff della società. Insomma un inconveniente non di poco conto. Per non parlare dei tamponi eseguiti tra mercoledì e giovedì: quasi un centinaio. La società è stata sottoposta a una forte tensione, gli interessati accompagnati da ansia e paura. Come può avvenire una cosa simile in una Regione che storicamente si è caratterizzata per una buona sanità ? Come è possibile passare da decine di casi positivi a zero ? Ora il ” caso tamponi” finisce in Consiglio regionale con una interrogazione di Simona Meloni (Pd) che chiede alla giunta di chiarire la vicenda ” che solleva dubbi sul livello di affidabilità diagnostica di alcuni centri privati”. La consigliera vuole sapere ” il livello di monitoraggio e controllo delle strutture accreditate dal servizio sanitario regionale ” auspicando che ” quanto accaduto rappresenti soltanto un caso isolato e possa essere utile alla giunta per alzare l’attenzione su un tema così sensibile per la salute dei cittadini”. Conclude la Meloni: ” i cittadini umbri hanno diritto di rivolgersi alle strutture accreditate ma in piena sicurezza e con l’opportuna tranquillità”.