Cisl Umbria, basta proclami e analisi: rilanciare l’economia con atti concreti
Un patto per l’Umbria che metta al centro la persona, il lavoro ed argini le diseguaglianze. E’ quanto chiede la Cisl dell’Umbria per il 2026. Il sindacato ha fatto il punto in una conferenza nella sede di Perugia, in via Campo di Marte, toccando numerosi temi. Per il segretario generale Angelo Manzotti “serve gestire le situazioni partendo dalle grandi trasformazioni: quella digitale, ambientale, energetica, digitale e demografica”. Proprio l’emergenza demografica è alla base dell’analisi della Cisl Umbria, che guarda ai dati di spopolamento, denatalità, diseguaglianze e invecchiamento. Preoccupa la situazione degli umbri che vivono nelle aree interne dove “non ci sono più i servizi essenziali”. Tra gli aspetti critici anche l’uscita dei giovani “per motivi di lavoro”. Per Manzotti “bisogna passare ad atti concreti, oggi abbiamo le condizioni per rilanciare l’economia regionale”. Da qua passa la richiesta del confronto con le istituzioni. Tra i tavoli che punta ad avviare nell’immediato la Cisl quello sui proventi delle addizionali. “Le addizionali aumentano e incidono sul reddito di circa il 40% degli umbri” ha spiegato Mazzotti. “I proventi, ha aggiunto, “devono essere destinati totalmente al settore della sanità, in particolare per assunzioni e per dare risposte ai bisogni del territorio”. Insieme al segretario generale della Cisl Umbria anche i segretari regionali Giuliano Bicchieraro, Simona Garofano, Riccardo Marcelli e Gianluca Giorgi. Per quest’ultimo “ci sono settori strategici da rilanciare”, come quello del trasporto pubblico locale. Sono anche altri i fronti su cui la Cisl punta a rafforzare il confronto con le istituzioni: crisi aziendali con interventi da pensare in un’ottica comune, commercio, turismo, ambiente. Particolare attenzione sul tema della sicurezza nel lavoro. “Il 2025 si è chiuso con 17 morti sul lavoro, è inaccettabile” è stato sottolineato da tutti. Per Bicchieraro serve rafforzare “prevenzione e repressione, coinvolgendo i lavoratori delle imprese e delle istituzioni”, favorendo un percorso di “formazione continua e obbligatoria”. A questo proposito Manzotti, sottolineando che “sulla sicurezza nel lavoro non facciamo sconti”, serve “trasferire la cultura della sicurezza ai futuri lavoratori di domani, gli studenti di oggi”. Numerosi dunque i fronti su cui lavorare. Per il lavoro, nell’Umbria del post Pnrr, la Cisl indica due linee su cui puntare: “La programmazione comunitaria e la Zes con le sue opportunità”. Il sindacato dice “basta con proclami e analisi, serve passare alla fase operativa affrontando le criticità che abbiamo accumulato negli ultimi anni”.

