Cultura e portafoglio, redditi più alti in 41 comuni culturali dell’Umbria: Bori “Una svolta per il futuro”
Nei comuni umbri a vocazione culturale il reddito imponibile medio è quasi duemila euro più alto rispetto agli altri territori della regione. Sono 24.280 euro contro 22.288, una differenza di 1.992 euro per contribuente con reddito imponibile, pari all’8,9%. E proprio l’Umbria presenta un’altra particolarità: 41 comuni su 92, il 44,6%, appartengono alle categorie del turismo culturale individuate dall’Istat. E’ la percentuale più elevata tra le regioni italiane. Emerge dai risultati elaborati dall’ufficio comunicazione della Camera di commercio dell’Umbria. Nei 31 comuni culturali della provincia di Perugia il reddito imponibile medio è di 24.372 euro, contro 22.455 negli altri 28 comuni: 1.917 euro in più, l’8,5%. Nel ternano i dieci comuni culturali arrivano a 24.005, mentre gli altri 23 si fermano a 21.773. Qui la distanza sale a 2.233 euro, il 10,3%. Dei 41 territori culturali soltanto otto superano il reddito imponibile medio dell’Umbria: Corciano, Perugia, San Gemini, Torgiano, Terni, Foligno, Orvieto e Todi. Appena tre – Corciano, Perugia e San Gemini – superano la media italiana. Soltanto Corciano e Perugia vanno oltre quella del Centro. Al vertice della graduatoria c’è Corciano con 26.751 euro, seguito da Perugia con 26.446 e San Gemini con 25.390. Seguono Torgiano, Terni, Foligno e Orvieto. “Più redditività, primato nazionale per densità di municipi culturali e una forza propulsiva capace di accendere l’economia anche al di fuori dei grandi centri urbani. E’ un’Umbria viva sul versante culturale e ad alto potenziale di crescita quella fotografata dagli ultimi dati divulgati dalla Camera di commercio, numeri che danno linfa e pieno valore alla svolta strategica messa in campo dalla Regione” ha commentato il vicepresidente della Regione Tommaso Bori, con delega alla Cultura. Per Bori “la sintonia tra lettura economica e programmazione regionale ci dice che siamo sulla rotta giusta per fare della cultura e della creatività i veri catalizzatori del futuro dell’Umbria”.

