Detenuti tossicodipendenti, potranno scontare la pena in comunità: in Umbria interessati circa 400

La tossicodipendenza non cancella la responsabilità penale ma non può essere neppure ridotta a una colpa da espiare dietro alle sbarre. Con questo principio, che riconosce nella cura uno strumento di giustizia oltre che di recupero sociale, il Parlamento ha approvato la riforma destinata a cambiare l’esecuzione della pena per migliaia di detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio si tratta di una norma “epocale”, destinata a consentire la detenzione alternativa ad almeno 10mila persone che hanno commesso reati legati alla propria dipendenza. Con il provvedimento approvato, secondo una stima fatta con l’Ansa dall’ex Garante dei detenuti dell’Umbria Giuseppe Caforio, sono più di un terzo , il 35%, i detenuti del carcere di Capanne-Perugia che potrebbero usufruire della nuova legge. Caforio parla di una “norma attesa” ma a suo avviso sarà ora necessario “vedere i decreti attuativi”. Per Caforio se nel carcere di Perugia c’è il “picco” di quanti potrebbero usufruire della norma, la situazione appare “meno complessa” nelle altre strutture detentive dell’Umbria. A Terni sono potenzialmente interessati il 22 per cento, a Spoleto il 15 per cento e a Orvieto circa il 10 per cento. “Ci sarà sicuramente – ha detto l’ex Garante – un beneficio per alleviare il problema del sovraffollamento nelle carceri”. Caforio però mette in guardia le istituzioni: “Chi esce dal carcere non va lasciato solo ma deve proseguire in un percorso di riabilitazione. Perché il vero rischio potrebbe essere quello di tornare a delinquere”.