Disservizi e carenza di sanitari fanno scendere le donazioni di sangue: in Umbria la raccolta di plasma è insufficiente e pesa sul bilancio sanitario
Situazione in chiaroscuro per quanto riguarda la raccolta di sangue e plasma in Umbria, con alcune criticità nel servizio e un lieve calo delle donazioni complessive registrate nell’anno passato, ma dati leggermente confortanti in questi primi mesi del 2026. A definirla così è stato il presidente dell’Avis regionale Umbria, Enrico Marconi, in occasione della 58esima assemblea annuale dell’associazione, che si è svolta al Park Hotel di Ponte San Giovanni, a Perugia. Nel 2025 si è registrata una contrazione delle donazioni rispetto all’anno precedente, passando dalle 39.954 del 2024 a 39.051 (-2,26%). “Ciò è dovuto – ha spiegato Marconi – alle impegnative sindromi influenzali; al rinnovo delle cariche delle varie sezioni Avis; ma soprattutto a numerosi disservizi in alcuni punti di raccolta, dovuti alla carenza di personale medico e infermieristico, soprattutto nella Usl Umbria 2, fattore questo che ha comportato anche alla compressione e soppressione di giornate donazionali”. Al 31 dicembre 2025 i donatori Avis in Umbria erano 29.918 rispetto ai 30.163 del 2024 (-0,81%). Una lieve diminuzione dovuta anche al contesto demografico della Regione Umbria caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. La situazione della raccolta sangue non vede comunque problematiche significative mentre si evidenzia un’insufficiente raccolta di plasma che pone l’Umbria sotto i livelli necessari all’autosufficienza: nel 2025 è stata di 11.043 chilogrammi (meno 1,86%, rispetto ai 11.252 kg del 2024) laddove sarebbe dovuta arrivare ad almeno 12mila. Ciò comporta alla sanità umbra anche un’ulteriore spesa di 1-2 milioni di euro all’anno per l’acquisto di farmaci plasma derivati non coperti dal plasma raccolto in regione. “La vera sfida per noi – ha affermato il presidente di Avis Umbria – rimane l’incremento delle plasmaferesi, e in tale direzione ci stiamo muovendo con le varie campagne promozionali”. Centrale in questo ambito sarà la definizione del nuovo Piano regionale sangue e plasma, su cui Avis ha chiesto alla Regione “un confronto effettivo serio e approfondito”. Il presidente di Avis ha poi evidenziato un’altra problematica relativa alla nuova piattaforma per le prenotazioni, “realizzata negli anni scorsi, con i fondi e le scadenze del Pnrr, senza alcun preventivo confronto con le associazioni di volontariato”.

