Eletta la nuova Giunta della Camera di commercio dell’Umbria: tre dossier da affrontare subito
Il Consiglio della Camera di Commercio dell’Umbria ha eletto per acclamazione all’unanimità la nuova Giunta che affiancherà il presidente Giorgio Mencaroni nel mandato 2026-2031. Entrano in Giunta Mario Rossi per l’agricoltura, Michele Carloni per l’artigianato, Simone Fittuccia per il commercio, Vincenzo Briziarelli per l’industria, Patrizia Ceprini e Roberto Giannangeli per i servizi alle imprese, Danilo Valenti per la cooperazione. La squadra riunisce i quattro comparti che devono obbligatoriamente essere rappresentati (agricoltura, industria, artigianato, commercio), assicura la presenza femminile prevista dallo Statuto (1 donna e 7 uomini con Mencaroni, ndr) e completa l’assetto avviato con l’insediamento del nuovo Consiglio. La Camera di Commercio sottolinea che l’unanimità conferma la convergenza che aveva accompagnato la cerimonia di insediamento, quando il lavoro svolto dall’Ente nell’ultimo quinquennio era stato riconosciuto dalle diverse componenti economiche e sociali. La Giunta nasce quindi con un mandato condiviso: dare continuità alle attività già avviate e costruire un rapporto ancora più stretto con le istituzioni regionali, senza cancellare le differenze tra i comparti produttivi. “L’unificazione – ha osservato Mencaroni riferendosi alla fusione tra gli enti di Perugia e Terni – ha dato vita a un soggetto capace di parlare con maggiore peso alla Regione, agli altri livelli istituzionali e all’intero mondo economico e sociale. La Camera regionale non somma semplicemente le due precedenti istituzioni. Mette nello stesso luogo decisionale economie con caratteristiche differenti, dal manifatturiero ternano al sistema diffuso delle piccole imprese del Perugino, dall’agricoltura al turismo, dai servizi alla cooperazione”. A latere dell’elezione, il presidente ha indicato tre dossier che intende proporre all’esame della nuova Giunta e sui quali avviare un lavoro comune con la Regione Umbria: la rinascita del Centro estero, il costo del denaro e la perdita di giovani qualificati.
