Foto della premier Meloni con “suo padre” ma è l’europarlamentare umbro Squarta: lo sdegno dell’esponente di Fdi
Una foto di tanti anni fa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta è apparsa su alcuni profili social sostenendo che “quello sarebbe suo padre”. A denunciarlo è l’esponente perugino di Fdi con un post. Mentre con un altro a commento di quello dei due insieme ha scritto: “io sono Marco Squarta quello della foto. Non sono il padre di Giorgia ma un europarlamentare di Fratelli d’Italia amico di Giorgia da 30 anni”. Sottolineando che “questo non è più un confronto politico, è qualcosa di molto più grave”. Guardate queste immagini, ha scritto, “perché qui siamo andati oltre la politica e oltre il confronto, siamo davanti a qualcosa di talmente assurdo che fa fatica persino a sembrare vero”. L’europarlamentare umbro aggiunge che “alcuni profili di persone, alcuni addirittura con le cinque stelle nell’immagine di copertina, hanno preso una mia foto di oltre vent’anni fa insieme a Giorgia Meloni, una foto normalissima tra ragazzi, un ricordo come ce ne sono migliaia. E da lì hanno costruito una storia completamente inventata. Hanno scritto che l’uomo accanto a Giorgia sarebbe suo padre”. La cosa incredibile, sostiene Squarta, “è che quell’uomo sono io, avevo 22 anni all’epoca ed ero anche più giovane di lei. Lo so, sembro più grande, ma addirittura suo padre mi sembra francamente troppo. E da questa assurdità hanno tirato fuori una narrazione ancora più grave, dicendo che questa foto sarebbe la prova che Giorgia avrebbe mentito sul rapporto con il padre. Capite il livello ?”. Così conclude l’esponente perugino di Fdi: “Qui non siamo davanti a una semplice fake news ma a qualcosa di totalmente scollegato dalla realtà, una foto vera trasformata in una bugia costruita da zero e rilanciata come se fosse credibile. E quando si arriva a inventarsi una cosa così assurda, così evidente e così lontana dalla realtà, vuol dire che non si cerca più la verità ma si è disposti a dire qualsiasi cosa pur di colpire. Perché questo non è più un confronto politico, è qualcosa di molto più grave”.

