Giubileo dei detenuti, Garante dell’Umbria: “Per tossicodipendenti e malati occorrono soluzioni alternative”. A Terni e Spoleto tanti psichiatrici reclusi

Nelle carceri dell’Umbria c’è “una quantità rilevante di persone con certificazione medica che dichiara inesorabilmente la loro incompatibilità col sistema ma rimangono seppelliti nelle strutture perché non ci sono soluzioni”. A sottolinearlo, con l’Ansa, è Giuseppe Caforio, Garante in Umbria dei detenuti ai quali è stato dedicato il Giubileo. Cominciato il 12 dicembre, il Giubileo dei detenuti è terminato oggi. Fu Papa Francesco a volerlo e che aprì la Porta Santa anche a Rebibbia. “Sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare. Il Signore continua a ripeterci che una sola è la cosa importante: che nessuno vada perduto” ha detto Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro. La Chiesa ha sempre avuto grande attenzione per chi è in carcere: visitare i detenuti è una delle opere di misericordia corporale, persino San Pietro conobbe la prigionia nel carcere Mamertino. Il Garante dell’Umbria ha ribadito, come ha fatto in altre circostanze, che “chi è incompatibile medicalmente con il carcere non può rimanere all’interno di esso, perché ciò costituisce da un lato un possibile reato e dall’altro un trattamento inumano”. Caforio sostiene che è necessario “per detenuti che non hanno pericolosità sociale e hanno già scontato una buona parte della pena, come quella di poter godere di un amnistia”. Stesso discorso per i tanti tossicodipendenti che si trovano nelle carceri ai quali manca un’adeguata assistenza sanitaria e psicologica: ” la permanenza in un sistema carcerario che non offre soluzioni e percorsi terapeutici appare in contrasto coi principi fondamentali della Costituzione”. Per loro, afferma Caforio, occorre ipotizzare “soluzioni alternative che vedano coinvolte le comunità terapeutiche che fortunatamente sono in tante che possono organizzare forme di accoglienza per tutte queste persone”. Il Garante ha ricordato i problemi di sovraffollamento e di presenza “abnorme” di detenuti psichiatrici soprattutto nei carceri di Terni e Spoleto e, in parte, anche Perugia e Orvieto. La programmazione di realizzare nuovi padiglioni, come sta accadendo al carcere di Perugia Capanne, dove sono in fase di realizzazione  ulteriori 80 celle, “non è una soluzione pronta né sufficiente a sedare i mille problemi che attanagliano le carceri”. Il malessere che si respira nelle carceri, aggiunge il Garante dei detenuti dell’Umbria, in particolare dove vi sono detenzioni di medio e lungo periodo, come a Terni e Spoleto, “non consentono di continuare a tergiversare”.